Il Tirreno

Empoli

Cinema Boccaccio, dietrofront sul progetto

Dopo il sopralluogo si è deciso di rinunciare alla prevista parete mobile perché la visuale si riduce

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CERTALDO. Rinunciare alla parete mobile e prolungare la sala superiore. Servirà una variante e costi aggiuntivi ma questa è l'unica soluzione per poter garantire l'apertura del cinema Boccaccio. E' il messaggio che arriva dal sopralluogo urgente del sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini, assieme alle opposizioni, dopo che il gestore del cinema Boccaccio ha espresso all'amministrazione comunale tutti i suoi dubbi sulla parete mobile, novità illustrata negli anni scorsi, come una primizia per la struttura. Adesso però il sogno decade e per il cantiere che da 10 anni attende un suo epilogo rischiano di allungarsi ulteriormente i tempi. Servirà una variante e reperire le risorse: più facile il primo intervento, meno il secondo.

Se il sindaco Cucini auspica come bene comune l'apertura del cinema, le opposizioni tuonano e chiedono espressamente il costo della variante, oltre che accertare le responsabilità su chi ha sbagliato nel calcolare la funzionalità della parete mobile. All'incontro si sono presentati il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Lombardo e i consiglieri di maggioranza Yuri Furiesi (PD, capogruppo) e Tiziano Ghelli (Per Giacomo Cucini, capogruppo), i rappresentanti della forze di opposizione Fabio Cibecchini (Movimento 5 Stelle, capogruppo), Filippo Ciampolini e Lucia Masini (rispettivamente capogruppo e consigliere di Forza Italia), Fabio Mangani (presidente di Altrapolitica). Presenti col sindaco anche l'assessore ai lavori pubblici, Piero Di Vita, e l'assessore alla cultura, Francesca Pinochi.

La situazione discussa durante il sopralluogo ha avuto come oggetto la galleria del futuro cinema teatro Boccaccio, ovvero la sala piccola superiore da 120 posti circa, che era stata pensata con una parete mobile che consentisse sia di proiettare il cinema che di poterla aprire per creare un'unica grande sala teatrale insieme alla platea. Dallo scambio avuto col futuro gestore del cinema è emerso che la proiezione dei film in galleria risulterebbe poco funzionale a causa della ridotta distanza tra spettatori e schermo, tanto che si perderebbero molti posti utili e questo penalizzerebbe l'intera attività cinematografica, che dovrà essere il motore trainante di tutto lo spazio. Da qui l'ipotesi messa in campo, per poter sfruttare al massimo il potenziale cinematografico dello spazio: rinunciare alla parete mobile, ancora non acquistata dal Comune, e prolungare la galleria con un solaio e uno scatolare nel quale inserire lo schermo. Si sfrutterebbero così al massimo i 120 posti di galleria per il cinema, lasciando la doppia possibilità di fare cinema e teatro alla platea, 270 posti circa, ma rinunciando alla possibilità di unire le due sale. (g.b.)

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