Attenzione
Svaligiano di notte il ristorante e ci mangiano cozze e pesce spada
Colpo al “Gusto e Buongusto” aperto meno di due mesi fa in viale Giotto, i ladri rubano contanti e bottiglie di vino poi festeggiano con una cena. I proprietari: «Restituiteci almeno i buoni pasto»
EMPOLI. Hanno messo le mani sull’incasso dell’intero weekend. Poi hanno caricato su un mezzo una cinquantina di bottiglie di vino di pregio. Quindi hanno festeggiato il colpo... a tavola, con zuppa di cozze e pesce spada.
Il maxi-furto è stato messo a segno nella notte al ristorante “Gusto e Buongusto” di viale Giotto, che ha aperto i battenti meno di due mesi fa, grazie all’impegno di due coniugi giovani e intraprendenti: Ario Meli, 25 anni, la cui famiglia ha un’azienda agricola a San Miniato e la moglie Giusy Laganga, di un anno più giovane, figlia della titolare di un caseificio nella zona di Villamagna di Volterra. Si sono tuffati nella nuova avventura imprenditoriale raccogliendo rapidamente consenso in città. Ma poi è arrivata la doccia gelata.
«Avevamo lasciato l’incasso del weekend in cassa, circa duemila euro compreso il fondo cassa – raccontano – pur sapendo che non è corretto. Ma la sera, dopo una lunga giornata di lavoro, non vedevamo l’ora di correre dal nostro bambino di due anni».
Quei soldi non sono stati portati al sicuro e sono finiti nelle mani di una banda di ladri-affamati. Che sono entrati da una corte sul retro del ristorante, hanno manomesso l’impianto di allarme e quindi hanno forzato una porta del locale.
A quel punto è stato un gioco da ragazzi ripulire (in tutti i sensi) il ristorante “Gusto e buongusto”: oltre ai soldi in cassa, a una borsa Louis Vuitton di Giusy, e a un computer, i malviventi si sono portati via pure uno zaino con i alcuni capi d’abbigliamento dell’aiuto-cuoco.
E poi una cinquantina di bottiglie di vino: dal Franciacorta al Brunello di Montalcino passando per altre etichette di pregio.
Non contenti si sono presi anche circa 180 buoni pasto incassati dal ristorante negli ultimi giorni: «Speriamo – è l’appello lanciato da Giusy e Ario – che almeno quelli ce li restituiscano: per loro sono carta straccia, per noi sono tanti soldi che non riusciremo a riscuotere».
Difficile pensare che i ladri si mettano una mano sul cuore per ridurre, almeno per una piccola parte, il danno. Sicuramente però si tratta di una banda... affamata: «È impossibile sapere quanti fossero, ma di fatto durante il furto – raccontano i coniugi Meli – si sono divorati dieci porzioni di zuppa di cozze e una trancio di pesce-spada da 1,3 chilogrammi che era già pronto per essere sporzionato».
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