Il Tirreno

Empoli

Incendio devasta capannone al Terrafino

Incendio devasta capannone al Terrafino

A fuoco l'azienda Mazzoni ferro, al lavoro una decina di squadre dei vigili del fuoco, fumo visibile da molti chilometri

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EMPOLI. Spaventoso incendio nella notte del 3 luglio in un capannone dell’azienda Mazzoni Ferro (compattazione di rottami) di via del Castelluccio a Empoli, nella zona industriale del Terrafino. Poco dopo le 4.40 sarebbe stata sentita un'esplosione. Sul posto sono intervenute una decina di squadre di vigili del fuoco oltre a quella del distaccamento del Terrafino, arrivate da Pisa, Lucca, Firenze, Prato, Castelfiorentino, Pistoia e alcune ambulanze dalla centrale operativa del 118. Una densa colonna di fumo nero è ancora visibile a chilometri di distanza. L'azienda si occupa di smaltimento di rifiuti speciali, autodemolizione e servizi per il trattamento dei rifiuti. Il rogo ha completamente distrutto un capannone di oltre 3mila metri quadrati, che ospita uno dei dieci siti di lavorazione, all'interno del quale c'erano anche migliaia di secchi e bombolette contenenti tracce di vernice. 

Sul posto anche i tecnici dell'Arpat per verificare le conseguenze del rogo sull'ambiente e l'assessore del Comune di Empoli, Fabio Barsottini, oltre alla polizia municipale dell'Unione, la Misericordia di Vinci. Al momento del rogo all'interno del capannone non c'era nessuno, non si registrano feriti o intossicati. Non ci sono state ripercussioni sull'attività negli altri nove siti di produzione.

VIDEO / LE IMMAGINI DEL CAPANNONE ANDATO A FUOCO

In seguito all’incendio, su richiesta dell’Asl 11, il sindaco Brenda Barnini aveva dato indicazione al corpo di polizia municipale di provvedere ad informare (attraverso le auto dotate di megafono) le popolazioni della zona interessate da un’eventuale ricaduta di polveri provocate dai fumi del rogo, di “restare all’interno delle abitazioni con porte e finestre chiuse e di non consumare prodotti freschi degli orti di quella zona fino a nuova comunicazione”, in particolare nelle zone di Ponte a Elsa, Marcignana (Empoli) oltre ovviamente al Terrafino, ma anche Gavena e Bassa (Cerreto Guidi). Ordinanza simile anche del sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, per le zone di Isola, Ponte a Elsa e La Scala.

Tutto questo per motivi precauzionali anche perché il fuoco è ancora attivo nel sito interessato dall’incendio.

In serata il sindaco ha firmato una nuova ordinanza che limita a un raggio di 500 metri dall'azienda il divieto di consumare ortaggi:  "L’intensità dei fumi prodotti dal rogo è tale da non costituire più pericolo per l’inalazione degli stessi. Dunque è annullata la precedente ordinanza sindacale in cui si consigliava la popolazione residente nella zona interessata dai fumi di restare nelle proprie abitazioni con porte e finestre chiuse". Tutto questo in attesa di conoscere i risultati delle analisi sulle sostanze bruciate all’interno del capannone andato a fuoco che, presumibilmente, arriveranno a metà della prossima settimana. Domani mattina (venerdì 4 luglio) saranno raccolti campioni da analizzare sul materiale incendiato e si campioneranno anche alimenti nel raggio di 500 metri a scopo precauzionale. L’operazione non sarà possibile finché l’incendio non sarà domato del tutto.

E’ possibile invece consumare questi prodotti oltre i 500 metri, naturalmente previo accurato lavaggio com’è buona norma in ogni caso a prescindere dall’incendio.

Non si ravvisano altri pericoli per la popolazione anche se la valutazione generale della situazione è tranquillizzante. In serata il centro cittadino è stato interessato da un odore di materiale bruciato a causa del cambio dei venti: il maestrale in arrivo da Ovest ha dirottato verso il centro di Empoli il cattivo odore.

Tornando ai prodotti ortofrutticoli nessun ortaggio e neppure il terreno esaminato negli orti e nelle coltivazioni circostanti all’area del rogo appariva interessato da polveri o particolato visibili.

Gli insediamenti abitativi e le presenze di animali sono stati sufficientemente risparmiati dall’impatto del fumo, compreso il canile gestito dall’Arca, che si trova a poche centinaia di metri dall’azienda.

 

Secondo l’Asl 11 e l’ARPAT  non si può comunque escludere del tutto possibili e pur minime ricadute in forme non visibili entro un raggio stimato di 500 metri. Per questo è stato ‘ordinato’ il divieto di consumo degli ortaggi entro quell’area.

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