Il Tirreno

Empoli

Pugni e calci in centro rissa tra due gruppi rivali

Pugni e calci in centro rissa tra due gruppi rivali

In via Del Papa tre immigrati georgiani si sono affrontati in pieno giorno Numerosi gli episodi simili a questo avvenuti negli ultimi mesi nella stessa zona

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EMPOLI. Sono bastati pochi attimi, e in un batter d’occhio ieri mattina il giro di Empoli, il cuore della città, è stato teatro di una vera e propria “battaglia” tra due gruppi rivali e di origine georgiana. Una scena forte e violenta che riporta di nuovo alla luce uno dei “problemi” del centro: la presenza di un gran numero di immigrati georgiani, quasi novecento in città (si stima) tra regolari e clandestini. Un numero consistente per Empoli e uguale a quello di altre città ben più grandi. Una comunità dove le donne sono impiegate come badanti per l’assistenza di anziani. E gli uomini spesso sono rimasti coinvolti in operazioni di carabinieri e polizia legate a furti in appartamento e nei supermercati. E poi anche a droga e prostituzione.

Il fatto in centro. Era da poco passato mezzogiorno, quando nel tratto di via del Papa, poco dopo l’intersezione con via Leonardo Da Vinci, si è assistito a una scena da Far west. Un gruppo di persone, una decina di origine georgiana, hanno iniziato a litigare. Prima sono iniziate le grida, gli insulti incomprensibili per tutti quelli che passavano. Poi dopo le parole, sono passati ai fatti ed è scoppiata una violenta rissa che ha coinvolto in particolare due uomini e una donna. Sono volati pugni e calci di fronte a decine di persone. La copertura di un cestino dei rifiuti è stata divelta e usata come arma. Un uomo è stato addirittura scagliato contro una vetrina di un fondo sfitto. A un altro gli sono stati strappati la maglia, un crocifisso che aveva al collo e un braccialetto. La scazzottata è durata per alcuni minuti e ha attirato l’attenzione di residenti, negozianti e frequentatori del centro storico che, per le urla e i rumori, si sono precipitati in strada per capire cosa stava succedendo. Una scena di forte impatto tanto che una mamma con figli piccoli al seguito, impaurita, ha preferito allontanarsi velocemente dalla zona. Poi il gruppo si è diviso, chi è andato verso il parco della Rimembranza, chi verso piazza della Vittoria. I protagonisti della maxi rissa, alcuni con graffi e percosse, si sono allontanati prendendo strade diverse, a piedi o in bici, continuando ancora a inveire l’uno contro l’altro. In quel momento sono arrivate una volante della polizia e il nucleo radiomobile dei carabinieri. Per terra, nel punto dove si sono affrontati i due gruppi rivali sono rimasti i resti della “battaglia”: maglie strappate, occhiali rotti, un crocifisso e un braccialetto. Poco lontano da via Leonardo da Vinci carabinieri e polizia hanno fermato uno dei protagonisti della rissa. E lo hanno portato in commissariato per accertamenti. L’uomo, clandestino, avrebbe cercato di dividere i due gruppi. Poi hanno fatto controlli per trovare altri protagonisti della rissa di cui ancora rimane sconosciuto il motivo.

I precedenti. Sono molti i fatti simili a questo di ieri mattina che avvengono di giorno. Alcune settimane fa un’altra rissa tra georgiani è stata segnalata all’interno del giardino del Trovamici. Pochi giorni dopo altra scazzottata a pochi metri da quella di ieri: in via Del Papa all’interno di un ex negozio di scarpe. Episodi che avvengono sempre dove gli immigrati, in buona parte uomini, stanno sia la mattina che la sera. E cioè tra piazza Farinata e via Leonardo da Vinci. I motivi sono rimasti sconosciuti ma il sospetto è che siano riconducibili a traffici illeciti.

Le operazioni di polizia. Il commissariato di polizia ha lavorato molto e in maniera capillare sull’immigrazione georgiana legata a organizzazioni dedite ai furti in appartamenti nell’Empolese, nel Pisano e nella zona di Prato. Negli anni scorsi ci sono stati decine di arresti e controlli fatti in appartamenti del centro storico dove questa comunità si è stabilizzata. In più consistente è anche l’incidenza delle denunce per furti commessi in supermercati (spesso con borse schermate) sempre da immigrati georgiani.

Alessandro Marmugi

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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