Il Tirreno

Empoli

Niente sanzioni, addio pos In 4 su 10 sfidano la legge

di Marco Sabia
Niente sanzioni, addio pos In 4 su 10 sfidano la legge

Commercianti, artigiani e liberi professionisti dell’Empolese Valdelsa si ribellano all’obbligo di installare gli strumenti per i pagamenti elettronici: «Costi troppo elevati»

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EMPOLI. È obbligatorio da lunedì - anche se non è prevista una sanzione - ma il 40% dei commercianti dell'Empolese - Valdelsa ancora non ha il pos, il dispositivo per i pagamenti elettronici. I commercianti che vendono prodotti dal costo medio o alto ce l'hanno già da tempo mentre i più piccoli (come alimentari, tabacchi, piccola oggettistica) rimangono in una sorta di limbo, perché il pos ha costi non indifferenti, andando ad incidere sui profitti di queste attività. Strumento poco diffuso anche tra liberi professionisti e artigiani (almeno per ora è difficile vedere un idraulico o un elettricista muniti di pos a domicilio), ma si salvano col fatto che non esistono sanzioni per coloro che non si mettono in regola.

Quantificare le spese per il mantenimento del pos è molto complicato, perché le variabili sono molteplici: innanzitutto l'installazione dello stesso, che può essere gratuita come arrivare a 150 euro; anche i modelli variano dai 25 ai 60 euro, in base al tipo di connessione che il dispositivo utilizza; infine le commissioni, visto che variano dal 2.50% al 3.50% sul transato così come quelle fisse, da trenta a cinquanta centesimi a volta.

L'obbligatorietà per i pagamenti sopra 30 euro è stata istituita per rendere ogni transazione tracciabile, allo scopo di combattere l'evasione fiscale e le prestazioni lavorative pagate in nero. Ma c’è da fare i conti coi complessivi del dispositivo: «Lo abbiamo già da un mese - spiega Andrea Vezzosi della pasticceria Gaggioli e Vezzosi di via del Giglio - perché aspettare all'ultimo non ha senso. E lo utilizziamo, anche se non siamo molto d'accordo sui costi: le banche cascano sempre in piedi». Salvatore "Turi" Scanio, invece, che di professione fa il pizzaiolo in via Ridolfi, ancora non si è attrezzato: «Se arriveranno le sanzioni mi adeguerò, non voglio pagare la multa. Però le spese che prevede la gestione del pos di sicuro non t'invogliano a installarlo, anche se in pizzeria poche volte si spendono più di 30 euro». E c'è anche chi non ha intenzione di installarlo: «È solo una spesa per noi - precisa Piero Gabriele Gangemi dello Zest Cafè di via Ridolfi - per cui al momento rimaniamo così. Abbiamo la fortuna di avere la filiale di una banca a pochi metri, dove i clienti prelevano contanti se hanno bisogno». E le associazioni di categoria, fondamentalmente, rimangono sulla stessa lunghezza d'onda dei loro associati: «Chi offre prodotti di fascia media o alta - spiega Lapo Cantini di Confesercenti - ha il pos già da tempo: abbigliamento, oreficeria, oggettistica di alto livello, categorie che esercitano un ricarico importante sulla merce. Questi negozianti sono tutti attrezzati, a differenza di tabaccherie, alimentari, bar, che hanno un margine minore e sui cui profitti la spese per il dispositivo influiscono parecchio. Chi non si è adeguato finora – circa il 40% – lo ha fatto perché le spese sono troppo alte, non per rimanere "nascosti",anche perché ci sono già gli studi di settore a monitorare le attività commerciali».

Discorso simile per Confartigianato: «Per ora ci salva il fatto – sottolinea la coordinatrice Elena Bardi – che non ci sono sanzioni. Anche se ho la sensazione che si voglia colpire sempre il pesce piccolo. Ho visto dentisti che hanno tolto il pos: e se lo fanno loro che non se la passano oggettivamente male cosa dovrebbe fare il piccolo artigiano?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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