Il Tirreno

Empoli

Il nubifragio scatena lo scaricabarile

di Francesco Turchi

Nuovo sottopasso sott’acqua, Barnini s’infuria ma Rfi, Anas e Bonifica si rimpallano le responsabilità

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EMPOLI. Il sottopasso ferroviario di via Livornese, tra Santa Maria e il Terrafino, costato 4,5 milioni di euro e inaugurato (tra le polemiche) appena 40 giorni fa viene invaso da un metro e mezzo d’acqua. Il Comune si infuria sostenendo che una delle tre pompe non ha funzionato. Rfi, che ha pagato l’intervento, non ci sta: «Nessun guasto all’impianto ma il rio di Vitiana non riceveva più l’acqua». E indirettamente chiama in causa il Consorzio di bonifica del Medio Valdarno, che però non ci sta: «La manutenzione è stata fatta pochi giorni fa, prima coi mezzi meccanici e poi a mano». Intanto il sindaco Barnini se la prende con Anas (competente sull’infrastruttura) che impiega 14 ore per riaprire il sottopasso al traffico, ma l’Azienda punta l’indice contro il conducente del furgone che non avrebbe rispettato il semaforo rosso che segnalava l’allagamento. Insomma, il nubifragio di domenica sera (61,8 millimetri tra le 20 e le 22.30, con una punta di 20 millimetri in pochissimi minuti intorno alle 21.30), ha innescato uno scaricabarile coi fiocchi per un’opera invocata da decenni per eliminare le code infinite alle sbarre del passaggio a livello di Ponte alla Stella e realizzata – tra ritardi e polemiche – in cinque anni, per poi essere finalmente aperta al traffico il 22 maggio scorso, tre giorni prima delle elezioni.

Ma poco più di un mese più tardi, al primo vero temporale (di proporzioni notevoli, questo è indiscutibile) finisce sott’acqua. Intorno alle 23.30 di domenica sera è scattato il blocco. Il sindaco è arrivata sul posto nella notte insieme agli assessori Franco Mori e a Fabio Barsottini e – vista la gravità della situazione – ha deciso di non attendere l’intervento di Anas ma di attivare l’idrovora che, anche grazie ai volontari della Vab di Limite e ai dipendenti comunali, alle 5.30 ha iniziato a pompare l’acqua.

Poi Barnini ha scritto ad Anas e Rfi «per fare le rimostranze dell’amministrazione comunale e per segnalare le problematiche relative all’impianto di pompaggio». E l’assessore Mori puntualizza: «Si è trattato di un evento straordinario, che non si verificava da 50 anni. Le strutture sono state collaudate e ora sono in corso – come da procedura – i passaggi per arrivare al collaudo amministrativo: ma credo anche che per opere di questo genere siano fondamentali le verifiche fatte direttamente “sul campo”». Ed è evidente che c’è qualcosa che non va: «Una delle tre pompe non è entrata in funzione ed è necessario capire la causa del malfunzionamento, così come va verificato il sistema di regimazione delle acque in tutta la zona del sottopassaggio». Ma Rete ferroviaria italiana (che ha pagato i lavori, ad eccezione dei 260mila euro sborsati dal Comune per gli espropri dei terreni) respinge le accuse: «Nessun sottodimensionamento del sistema di pompaggio: l’impianto ha funzionato regolarmente con l’entrata in funzione del gruppo elettrogeno. Il problema è il rio di Vitiana: non recepiva più l’acqua “scaricata” dalle pompe». Ieri alle 8 il manto stradale era stato liberato, ma il sottopasso è stato riaperto al traffico solo alle 13.30 e il sindaco Barnini non l’ha presa bene: «Anas non è stata in grado di ripristinare la situazione in tempi congrui ritardando inspiegabilmente la pulitura».

Anas dal canto suo puntualizza che «gli impianti di rilevamento hanno rilevato l’allagamento bloccando la circolazione tramite l’accensione del semaforo rosso. Il furgone avrebbe ignorato il segnale». E poi ricostruisce così il suo intervento: «Il personale tecnico incaricato è intervenuto già nella tarda serata di domenica ed è rimasto operativo tutta la notte: si tratta della stessa ditta che ha realizzato l’impianto di sollevamento dell’acqua per conto di Rfi supportata dal personale competente per quel tratto. Ed è giunta anche un’impresa specializzata per gli aspetti elettrici. La rimozione dell’acqua si è conclusa nelle prime ore della mattina in collaborazione col Comune. Per poter riaprire al traffico la strada è stato però necessario rimuovere anche il fango». Infine, nella nota stampa l’azienda precisa «che il collaudo statico delle opere è stato completato da Rfi che ha realizzato i lavori, mentre la parte tecnico-amministrativa del collaudo sarà completata, sempre a cura di Rfi, al termine delle opere di finitura previste dal progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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