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Empoli

Assegnate sei case popolari

Assegnate sei case popolari

A Serravalle i lavori iniziati 10 anni fa. Altri 10 appartamenti consegnati a fine estate

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EMPOLI. Un percorso lungo e accidentato che è durato dieci anni con un passaggio da Casa spa, l’azienda fiorentina che gestisce il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, alla nostra Publicasa. Passando da due fallimenti di aziende. Ieri mattina ci sono stati i primi ingressi nel complesso di Serravalle con l’assegnazione di 6 appartamenti a giovani coppie in via Falcone e Borsellino.

Un sollievo sia per le famiglie in attesa che per l’amministrazione comunale che ha 470 famiglie in graduatoria. E per gli addetti di Publicasa che si trovano di fronte a un complesso groviglio di normative e per assegnare tutti questi appartamenti (24 complessivi) hanno dovuto fare un nuovo bando perché non trovavano famiglie con i requisiti per gli alloggi. Infatti queste case popolari erano riservate alle giovani coppie e le domande ritenute idonee sono state solo 16 . E dunque per assegnare gli ultimi otto appartamenti è stato necessario allargare la residenza anagrafica da Empoli a tutto il circondario Empolese Valdelsa.

Rispetto ai tempi «Dopo i primi sei - ha spiegato l’assessore comunale alla casa Lucia Mostardini - contiamo di assegnarne altri dieci prima della fine dell’estate. Per gli ultimi otto il nuovo bando scade il 4 agosto. E probabilmente le consegne saranno possibili all’inizio del nuovo anno».La progettazione delle abitazioni di Serravalle è partita con Ater grazie a fondi derivanti da beni venduti. E l’intervento è stato riservato a giovani coppie. Publicasa, che all’inizio non era una struttura operativa, ha preso le redini quando l’appalto era già stato affidato, dopo il 2004. Da qui il calvario con 2 aziende fallite e l’attesa per il parere dell’Arpat sull’elettrodotto che passa sopra la struttura residenziale. Un percorso difficile con una normativa regionale che «deve essere rivista ». «Dal contratto che non può essere più senza scadenza - spiega il direttore di Publicasa Lorena Leoncini». «A canoni irrisori che vengono pagati - aggiunge Piero Bonci, presidente di Publicasa - per cui spesso si arriva a pagare più dell’ascensore che di affitto. E tutto questo rende estremamente difficile assicurare la manutenzione».

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