Sicurezza
La Tasi? Ci costerà di più dell’Imu di due anni fa
Il Ministero delle Finanze ha anticipato i soldi ai Comuni che ancora non hanno deliberato le aliquote: gli importi sono maggiori dei rimborsi ottenuti nel 2012
EMPOLI. I primi dati forniti dal ministero dell’Interno sulla Tasi danno due indicazioni importanti. Da una parte i cosiddetti “comuni virtuosi”, quelli cioè che sono arrivati in tempo alla scadenza del 16 giugno per la prima rata, hanno ad oggi meno certezza di avere in cassa i soldi dell’acconto rispetto a quei comuni che invece non hanno rispettato i tempi. Dall’altra i primi calcoli – ancora approssimativi, in attesa delle delibere - indicano che la tassa sui servizi indivisibili sarà più pesante dell’Imu 2012 sulla prima casa. Partiamo dal primo punto. Stando anche alla sanatoria prevista per i ritardatari (il dettaglio nel box), i quattro comuni del circondario che hanno rispettato i tempi di presentazione delle delibere del 23 maggio scorso (Castelfiorentino, Cerreto, Gambassi e Montaione) avranno i soldi dopo rispetto agli altri sette. Sì, perché il decreto legge 88 ha previsto che per gli enti che non fossero arrivati in tempo per la prima rata del 16 giugno, lo Stato anticipasse entro il 20 dello stesso mese la metà del gettito previsto per la Tasi calcolato all’aliquota base dell’ 1 per mille. Soldi sicuri, insomma, che i comuni “ritardatari” hanno già in cassa. Mentre i quattro “virtuosi” dovranno attendere i pagamenti dei contribuenti che in diversi casi potrebbero slittare di un mese. E arriviamo alla seconda questione. In virtù delle anticipazioni effettuate dalla Ragioneria centrale ai comuni che ancora non hanno deliberato sulla Tasi, si possono fare i primi calcoli su quanto si prevede di incassare e fare alcuni raffronti con il gettito finale dell’Imu 2012 sulla prima casa, che rimane l’elemento di paragone principale con la nuova tassa. Ebbene quello che emerge è che, al netto delle detrazioni e dell’importo generato dagli immobili che non sono abitazione principale (sui quali però rimane l’Imu e perciò le aliquote generalmente sono sensibilmente più basse), sulle prime case la tassa sui servizi indivisibili avrà un peso maggiore rispetto all’imposta municipale unica. In alcuni casi la Tasi produrrà un gettito più alto del 30%, in altri sarà addirittura il doppio, fino ad arrivare a casi – come quello di Fucecchio – in cui la previsione di gettito Tasi è maggiore del gettito Imu 2012 di quasi l’80%. Ovviamente, in attesa di capire quali saranno le aliquote e le detrazioni nei sette comuni in cui si pagherà l’acconto entro il 16 ottobre prossimo, non si può che viaggiare sull’onda delle stime e delle previsioni. Ma queste ultime qualcosa, come accennato, possono già dire. Se, infatti, le cifre pubblicate sul sito del ministero dell’Interno rappresentano il 50% del gettito totale calcolato sull’aliquota base dell’1 per mille, basterà raddoppiare la cifra e poi moltiplicarla per un aliquota che – stando anche a quelle decise dagli altri quattro comuni del territorio – in media possiamo fissare nel 2,5 per mille. Il risultato di questa operazione è evidente. Un gettito di un milione a Capraia e Limite (380 mila euro in più a quello prodotto dall’Imu prima casa due anni fa), di oltre due milioni e mezzo euro a Certaldo (un milione e 150mila euro in più) e di ben 8 milioni e 228mila euro a Empoli (cioè quasi tre milioni di euro in più rispetto all’Imu). Due milioni a Montelupo (875mila euro in più), due milioni e 150mila euro a Montespertoli (un milione e 100mila euro in più) e due milioni e 750mila euro a Vinci (un milione e 220mila euro in più).
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