Il Tirreno

Empoli

Le sfide di Reggiani per avere l’ospedale

di Chiara Capezzuoli
Le sfide di Reggiani per avere l’ospedale

Una giornata di commemorazione dell’ex direttore generale dell’Asl 11 Rossi: «Ci fece rescindere l’appalto da 140 miliardi: così è nato il San Giuseppe»

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EMPOLI. «Un uomo che ha saputo far tanto per la città e per la sanità pubblica. Un uomo che sapeva come agire, un grande professionista; una figura nella società che ha saputo come alzare l’asticella della qualità e gestione in un periodo in cui sembrava tutto negativo e da rifare» con queste parole il commosso ed emozionato Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, ha voluto salutare, a un mese dalla sua morte, l’ex direttore dell’Asl 11 di Empoli: Alessandro Reggiani.

L’assenza che Reggiani ha lasciato nelle persone che meglio lo conoscevano e in tutta la società dell’Empolese Valdelsa, è stata bene manifestata ieri in occasione della sua commemorazione, quando la sala “Piazzetta degli Artisti” nell’ospedale San Giuseppe, si è riempita di volti illustri, ex sindaci, alte cariche amministrative regionali e della sanità empolese, tutti attorno alla famiglia di questo personaggio che ha contribuito al benessere e miglioramento della sua zona. La cerimonia, non a caso, si è infatti tenuta nel nuovo ospedale San Giuseppe, inaugurato nel 2008 e fortemente voluto da Reggiani che, per realizzarlo, ha saputo combattere contro chi non credeva nel progetto, senza ascoltare le restrizioni imposte dai giochi della politica locale e perseverando in ciò che lui considerava un grande progetto da dover assolutamente mettere in atto. Direttore dell’Asl 11 dal 1999 fino al 2008, Alessandro Reggiani, ha annoverato nel suo curriculum molte sfide vinte e ambiziosi progetti messi a segno che non sempre avevano riscosso un’immediata approvazione. Dal nuovo San Giuseppe (nato grazie alla sua spinta a far rescindere un appalto da 140 miliardi che si era arenato) a Casa Gazzarri, dall’Agenzia per la Formazione di Sovigliana al polo amministrativo dell’Asl 11 in via dei Cappuccini, la lista delle opere portate a termine dall’ex direttore è lunga e lascia l’amaro in bocca per la sua scomparsa a soli 73 anni.

Un avvocato ma non solo, Alessandro Reggiani ma anche e soprattutto un vero e proprio manager che ha saputo attorniarsi di specialisti nel settore pluripremiati e che ha saputo coinvolgere un’intera società con le sue idee e realizzazioni. Quella che ieri si è riunita all’ospedale per salutarlo nuovamente, era una platea scossa ed emozionata e le parole di cordoglio per la famiglia e per ricordarlo, non sono certo mancate, anche da parte di coloro che non hanno potuto presenziare all’evento come l’onorevole Dario Parrini. «Per la sanità pubblica il futuro viene dal passato e dall’iniziativa ed esempio di Alessandro Reggiani» commenta Monica Piovi, direttore generale dell’Asl 11 di Empoli, che ha fatto un accorato commiato all’ex direttore elencandone gli indubbi pregi e migliorie che ha apportato al sistema della sanità. «Reggiani ha saputo intervenire su molti aspetti dell’innovazione - continua Piovi - dall’innovazione organizzativa a quella gestionale a quella tecnologica. Si è attorniato di validi collaboratori e con la sua grinta e bravura è riuscito a portare ad Empoli tanti professionisti quotati».

Un ricordo è stato fatto anche dall’assessore regionale ed ex sindaco di Empoli Vittorio Bugli: «Non posso dire che io Reggiani siamo stati amici - commenta ironicamente - è sempre riuscito a darmi uno stimolo competitivo e sentivo l’aspettativa per le sue nuove idee. Quando nel 1999 si doveva scegliere il nuovo direttore per l’Asl, mi sono documentato accuratamente, e alla fine del mio piccolo sondaggio, la scelta di Reggiani risultava la più valida». Al termine è stata inaugurata una targa in suo ricordo, nella sala di attesa del pianoterra del “San Giuseppe”.

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