La manifestazione
La scuola primaria è “abusiva” il Tar condanna il Comune
L’esproprio del terreno avviato nel 1979 non è mai stato completato, ora l’ente è di fronte a un bivio: acquistare l’area (con risarcimento) o restituirla (senza l’immobile). Mori: «Forse faremo ricorso»
EMPOLI. La scuola elementare di Cascine è “abusiva”: è stata costruita dal Comune su un terreno che non era (e non è) di sua proprietà. E allora l’ente di via Del Papa è di fronte a un bivio ed entro sessanta giorni dovrà decidere se restituire il terreno come era più di trent’anni fa (e quindi senza la scuola, che andrebbe rasa al suolo), oppure pagare il conto – decisamente salato anche se non ancora quantificato nel dettaglio – con l’acquisto in base al valore di mercato attuale e il risarcimento per tutti gli anni che ha usufruito del terreno. È quanto ha stabilito il Tar che si è pronunciato sul ricorso presentato da Corradino, Elettra ed Elida Corradini (eredi di Rino) e Riccardo Peruzzi (erede di Lido Peruzzi e Giselda Francioni) proprietari di un terreno di via De Sanctis a Empoli.
L’avvio della procedura. Nel gennaio del 1979 il Comune di Empoli avvia l’iter per l’esproprio dell’area, individuata come ideale per la realizzazione della scuola. L’anno successivo viene erogata un’indennità provvisoria di esproprio ai proprietari e nel 1981 la giunta dispone l’acquisizione della particella in questione. «Tuttavia – scrive il Tribunale – il procedimento avviato non risulta né concluso con il decreto di espropriazione né con la stipula del contratto di cessione bonaria». Questo nonostante il decreto di occupazione preveda il 22 agosto 1982 (poi prorogato di un anno) come termine ultimo entro cui l’occupazione avrebbe potuto protrarsi: «L’anello finale della catena – sottolinea l’avvocato dei ricorrenti Stefano Ciulli di Fucecchio – non è mai stato messo al suo posto. Durante le procedure di successione a seguito del decesso dei proprietari – spiega – i miei assistiti sono venuti a conoscenza di questa situazione e si sono rivolti al Comune per definirla una volta per tutte».
No all’usucapione. Il Comune, dal canto suo, di fronte al Tar ha provato a puntare sull’usucapione, il modo di acquisizione della proprietà a seguito del possesso di un bene per un periodo temporale di almeno vent'anni. Un’ipotesi che comunque è stata bocciata dal Tribunale amministrativo della Toscana anche perché «nel corso degli anni i ricorrenti hanno continuato a pagare regolarmente l’Ici sul terreno in questione».
L’aut aut. In conclusione, «per quanto concerne le aree occupate dalla scuola “Carlo Rovini” di Cascine, il Comune di Empoli – si legge sulla sentenza – dovrà restituirle ai proprietari (dopo il ripristino, quindi con l’eliminazione della scuola, ndr), o se non riterrà di procedere alla restituzione, dovrà disporre l’acquisizione liquidando contestualmente l’importo corrispondente al valore venale del bene», incrementato del 10% a titolo di risarcimento, «nonché del 5% del valore che le aree avevano in ogni anno successivo alla scadenza dell’occupazione (1983, ndr). Quest’ultima posta risarcitoria dovrà essere corrisposta anche nel caso in cui l’amministrazione comunale dovesse optare per la restituzione. Il provvedimento deve essere emanato entro sessanta giorni».
La contromossa. Ora la palla passa dunque nelle mani della giunta guidata da Brenda Barnini che si ritrova inaspettatamente sul tavolo una vicenda decisamente spinosa. L’assessore Franco Mori si è già incontrato con l’avvocato Riccardo Farnetani, per analizzare a fondo la situazione prima di affrontare l’argomento in giunta, dove dovrà essere presa una decisione in tempi molto rapidi: «Il legale farà nelle prossime ore delle valutazioni ulteriori sugli atti e a quel punto ci confronteremo in giunta. Mi sembra comunque – si limita a dire Mori – che ci siano tutti gli estremi presentare ricorso al Consiglio di Stato», giudice di appello sulle sentenze dei tribunali amministrativi regionali.
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