La manifestazione
Mattone, crisi senza fine compravendite ancora giù
In due anni “bruciate” oltre cinquecento transazioni nell’Empolese Valdelsa ma nel 2013 torna il segno “più” a Certaldo, Montelupo e Montaione
EMPOLI. Il mercato immobiliare nel circondario fa segnare nuovi cali. Sono scese le transazioni lo scorso anno rispetto a quello precedente, ma allo stesso tempo a far registrare valori minori sono anche le quotazioni. Un andamento, questo, sicuramente poco conforme alle regole economiche classiche, ma che tiene il passo con quanto avviene sul fronte dei consumi: cioè giù gli acquisti delle famiglie, ma insieme a questi scende anche il tasso di inflazione. Tuttavia, quello che può sembrare un controsenso sta diventando sempre più una costante degli ultimi anni. E il mattone, in quanto pilastro dell’economia locale, non poteva che esserne un esempio lampante.
Il nuovo corso della crisi, insomma, sembra essere proprio questo: dopo essersi lasciata il deserto alle spalle, rallenta la sua corsa ma continua a spargere effetti depressivi su tutto il comparto. Bastano pochi numeri per rendersi conto della situazione. I dati forniti dall’Agenzia delle Entrate dicono che le transazioni lo scorso anno sono diminuite di poco meno del 5% rispetto all’anno precedente. E allo stesso tempo dal confronto delle quotazioni medie negli ultimi periodi del 2012 e del 2013 emerge una frenata dei prezzi del 4%.
Niente – o quanto meno poco – a che vedere con quanto accaduto appena un anno prima: il confronto del 2012 con il 2011 fece segnare un crollo delle transazioni di oltre il 30%. Ma comunque la conferma di una parabola discendente che, al di là dei proclami, ancora non accenna a far intravedere cambi di rotta sostanziali. In termini numerici in due anni sono state bruciate oltre 500 compravendite: erano state 1.537 nel 2011, crollate a 1.075 l’anno successivo e a 1.024 lo scorso. Un trend che spinge i relatori della nota territoriale dell’Agenzia delle Entrate, relativa al secondo semestre 2013, a scrivere: «L’osservazione delle serie storiche dei numeri indice delle quotazioni e delle transazioni mostra due fenomeni. Il calo sensibile delle quotazioni continua anche nel semestre in esame. Il numero di transazioni si avvia verso una sostanziale stabilizzazione su livelli pari a circa il 50% del dato registrato nel 2004». Scendendo al dettaglio dei comuni, c’è da sottolineare come l’andamento non sia omogeneo. Si registrano cioè crolli delle transazioni consistenti accanto a crescite anche notevoli delle compravendite in totale controtendenza col trend generale. Rispetto all’anno precedente il 2013 è stato molto più proficuo ad esempio a Certaldo, dove si è registrato un sorprendente +52% con un aumento di transazioni da 78 nel 2012 a 119. Segno più anche a Montelupo, dove da 87 sono passate a 93. E a Montaione, in cui sono cresciute da 43 a 47. I dati possono essere in parte spiegati dal fatto che questi tre comuni erano stati i più colpiti dal crollo delle compravendite l’anno precedente, facendo segnare un -40% e bruciando decine di affari. Andamento opposto negli altri territori. Castelfiorentino e Montespertoli, in questo gruppo, sono quelli che stanno relativamente meglio. Nel primo la perdita è stata del 3,2%, mentre nel secondo del 4,8%. Sotto quota 10% rimangono anche Empoli (-8,3% e ben 26 compravendite in meno rispetto all’anno precedente) e Cerreto (-9,3%). Mentre le situazioni più pesanti si registrano tra Fucecchio, Capraia e Limite, Vinci e Gambassi. Nel primo tra il 2012 e il 2013 le transazioni immobiliari sono passate da 115 a 101 (-12,2%), mentre nel secondo da 64 a 52 (-18,8%). Nel terzo, invece, il crollo è stato di oltre il 26%. Infine, a Gambassi il dato peggiore: -30,2%.
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