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Cassa in deroga, in arrivo i primi soldi ma resta fuori il 2014

Cassa in deroga, in arrivo i primi soldi ma resta fuori il 2014

EMPOLI. L’erogazione della cassa in deroga per i circa 2.000 lavoratori dell’Empolese Valdelsa alle prese con questo ammortizzatore sociale è un po’ come la tela di Penelope: avanza, ma non se ne...

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EMPOLI. L’erogazione della cassa in deroga per i circa 2.000 lavoratori dell’Empolese Valdelsa alle prese con questo ammortizzatore sociale è un po’ come la tela di Penelope: avanza, ma non se ne vede la fine. Le note positive, insomma, inseguono quelle negative senza soluzione di continuità. Così, per cinque mesi di assegni coperti, ne rimangono altri cinque da onorare. Nei giorni scorsi, con mesi e mesi di ritardo, sono stati sbloccati i soldi girati alla Regione lo scorso anno per pagare la cassa fino alla fine del 2013. Cosicché gli uffici regionali hanno potuto autorizzare l’Inps a inviare gli assegni. I lavoratori coinvolti, dunque, stanno ricevendo gli arretrati, cioè i cinque mesi mancanti dell’anno passato: da agosto – mese in cui si era fermata l’erogazione dell’ammortizzatore in attesa che il rifinanziamento da parte del governo avesse luogo – a dicembre. Il miliardo di euro impiegato mancava, infatti, dei decreti attuativi del caso perché potesse essere effettivamente erogato sotto forma di assegni. Una necessità che è stata assolta solo poche settimane fa. Un capitolo non meno preoccupante riguarda l’anno in corso. Il rifinanziamento per il 2014, infatti, è stato di neanche la metà rispetto al passato: 400 milioni di euro a livello nazionale, che equivalgono a circa 25 milioni per la Toscana. Una cifra nettamente insufficiente e che creerà ulteriori tensioni tra i lavoratori coinvolti. E questo ancora di più alla luce del fatto che ad oggi mancano già da pagare cinque mesi (da gennaio ad oggi) dell’anno in corso. «Finalmente il governo è riuscito a sbloccare i soldi dell’anno scorso – attacca Rossano Rossi, segretario della Camera del Lavoro di Empoli – purtroppo siamo di fronte ad un nuovo gravissimo ritardo sul 2014. Per quest’anno, infatti, sono stati investiti ancora meno soldi rispetto allo scorso anno con un ulteriore problema di coperture sui procedimenti già autorizzati e di esclusione delle nuove domande che sono arrivate dall’autunno dell’anno scorso ad ora». La coperta, dunque, non è corta ma cortissima e su questo fronte a poco sembra servire la ventata di ottimismo che il provvedimento sul taglio dell’Irpef ha innescato. «Le cifre nel circondario rimangono più o meno le stesse dell’anno scorso – continua Rossi – si parla di circa duemila lavoratori, al netto di qualche sfortunato a cui è scaduto il periodo di copertura e di pochissimi che sono riusciti a ricollocarsi ma con l’aggiunta dei nuovi cassintegrati. La cassa in deroga è uno strumento cruciale in un’area come la nostra fatta di ditte artigiane con pochi dipendenti e che di conseguenza non possono accedere né alla cassa ordinaria, né a quella straordinaria. Con queste dimensioni, tra l’altro, ci troviamo di fronte a situazioni familiari incrociate in cui ad essere coinvolti sono moglie e marito con conseguenze facilmente immaginabili. L’unica speranza per questi lavoratori, che continuano ad essere indietro di migliaia di euro, è che le aziende che puntano maggiormente sulla stagionalità possano avvalersi del loro lavoro per qualche mese». (m.p.)

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