La protesta
Asl 11 al top regionale ma i cittadini bocciano il pronto soccorso
Tra i fiori all’occhiello anche la spesa limitata nei farmaci Tempi di attesa per le visite e “fughe” per parto le criticità
EMPOLI. L’Asl 11 sale sul primo gradino del podio, ex equo con Grosseto, nella classifica delle 12 aziende sanitarie toscane. Il giudizio, emerso dall’analisi di quasi 300 indicatori da parte del laboratorio Mes della scuola Sant’Anna, nel 2013 è rimasto praticamente invariato rispetto all’anno precedente: 3,2 su un massimo di 5 punti. Molti degli indicatori principali sono compresi nelle fasce tra ottima e buona, anche se non mancano le criticità. A differenza dell’anno precedente, quando nelle due ultime fasce di valutazione non si trovava nessuno dei 45 indicatori più rilevanti, ora gli studiosi ne hanno collocati due in fascia scarsa e uno a cavallo tra quest’ultima e quella molto scarsa. In particolare, i primi due riguardano i tempi di attesa per le prime visite specialistiche e diagnostiche e i ricoveri ripetuti. Mentre da bollino rosso è la soddisfazione degli utenti del pronto soccorso.
I fiori all’occhiello. Sono 20 gli indicatori per i quali l’Asl 11 ha raggiunto le performance migliori rispetto alle altre dodici toscane. Il risultato più importante riguarda la spesa farmaceutica territoriale procapite: 186,68 euro per ciascun cittadino contro gli oltre 194 euro della media regionale. Altro fiore all’occhiello è la percentuale di fumatori, appena il 20% della popolazione contro il 27% a livello regionale. Stessa cosa per il numero di corsi Afa organizzati.
Prestazioni positive. Al di là dei primi posti assoluti, l’azienda sanitaria locale ha raggiunto una valutazione ottima per 76 indicatori. Tra quelli principali l’adesione agli screening oncologici, la gestione dei dati da parte dell’amministrazione, la salute mentale, l’efficienza dell’attività di ricovero, l’equilibrio economico reddituale, l’igiene e la sanità pubblica. Detto questo, gli ottimi risultati riguardano il tasso di persone obese (al di sotto del 7%), i vari screening mammografici, alla cervice uterina e colo rettale, la vaccinazione per il papilloma virus e per quello esavalente. Bassi i tassi di ospedalizzazione per diabete e per polmonite. Nella fascia buona si trovano la comunicazione con i cittadini, le cure domiciliari, l’appropriatezza diagnostica, quella medica e quella chirurgica, il percorso emergenza urgenza, il rischio clinico, la percentuale di assenze dei dipendenti (appena il 5,90%) e l’efficienza dei servizi di prevenzione igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. Da segnalare anche l’abbassamento dell’indice di richieste di risarcimento (le denunce sono state in tutto 24) nelle strutture ospedaliere.
Le pecche. Ci sono 49 indicatori nella fascia scarsa e 24 in quella molto scarsa. Per quanto riguarda i primi, molte delle visite specialistiche hanno tempi di attesa lunghi, mentre il numero di interruzioni volontarie di gravidanza rimane alto (408 su una popolazione di 56mila donne residenti tra 12 e 49 anni). Valutazioni insufficienti, poi, sono state assegnate dai pazienti alla cortesia, fiducia, umanizzazione, coinvolgimento e disponibilità del personale sanitario aziendale. Tra i secondi a preoccupare il consumo di alcool, il tasso di antibiotici consumati e le iperprescrizioni di antidepressivi (2.400 pazienti curati con più di 450 dosi all’anno), oltre alle richieste di risarcimento nelle strutture territoriali (una cinquantina di denunce in tutto).
I nervi scoperti. A destare maggiore preoccupazione sono la percentuale di parti indotti e le fughe per parto da una parte e il tasso di accessi dei residenti, la cortesia al triage e – soprattutto – la soddisfazione degli utenti dall’altra. Due realtà, queste, che ormai da anni ricevono punteggi e valutazioni negative. Per quanto riguarda i parti indotti farmacologicamente Empoli è seconda solo a Viareggio con una percentuale del 24,5%. In assoluto sono stati 303 su un totale di 1.237 parti vaginali totali, appena 9 in meno rispetto al 2012. Passando alle fughe per parto, la percentuale arretra leggermente ma quella empolese rimane l’azienda peggiore in Toscana con il 30,4% delle donne residenti nel territorio dell’Asl che preferiscono andare a partorire altrove. Nel 2013 sono state 515 su 1.694 le partorienti per così dire “emigrate”. E arriviamo al pronto soccorso. Molti, seppure l’indice rimanga sotto la media regionale, gli accessi dei residenti: 67.631 su una popolazione di 238mila persone. Altra sottolineatura in rosso riguarda la cortesia all’accettazione (triage): la valutazione è molto bassa (0,74 su 5 punti) e l’Asl 11 si posiziona nella ultime tre posizioni dopo Livorno e Viareggio. Ma il dato più rilevante è la soddisfazione degli utenti del pronto soccorso (stabilita sulla base di 18 domande poste a pazienti): il punteggio è di 0,99 su 5 e pone l’Asl 11 in fascia rossa.
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