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La motosega batte le firme addio albero della discordia

La motosega batte le firme addio albero della discordia

Proteste inutili a Ponterotto, al posto del cipresso sarà realizzata una rotonda Il Comune: «Decisione presa su richiesta dei cittadini per garantire la sicurezza»

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MONTELUPO. Il fronte dei contrari al taglio del cipresso si è mosso troppo tardi. Le firme raccolte in extremis per salvare l’albero sono state battute sul tempo dalla motosega dell’azienda incaricata dal Comune di Montelupo di rimuovere il cipresso all’incrocio tra via Viaccia e via Maremmana.

«Ma non si è trattato di una decisione calata dall’alto, anzi» puntualizza l’amministrazione comunale. Che – dopo la protesta di cui si era fatta portavoce Sara Cervasio – ricostruisce la vicenda del “cipresso” della discordia, che ha improvvisamente animato Ponterotto, spaccata tra coloro che avrebbero voluto salvare una pianta-simbolo del paese, custode silenziosa di tanti ricordi, e chi invece ha lottato per l’abbattimento, in nome della sicurezza stradale, per sostituirla con una rotatoria.

«Ma il progetto – sottolineano dal municipio montelupino – è stato deliberato più di due anni fa e a più riprese presentato sul sito del Comune, sulla stampa locale e anche sul periodico Montelupo Informa che arriva a tutte le famiglie».

La messa in sicurezza dell’incrocio fra via Viaccia e via Maremmana è infatti uno dei progetti votati nel 2012 nell’ambito del percorso di bilancio partecipato in cui i cittadini erano chiamati a proporre direttamente all’amministrazione idee da realizzare per la sicurezza stradale.

«Il percorso è stato ampiamente promosso ed ha visto una larga partecipazione. I cittadini hanno preso parte ad un primo incontro in cui sono stati proposti oltre ventitré progetti, tutti sono stati pubblicati sul sito (disponibili e consultabili) per due settimane, successivamente si è tenuta una serata conclusiva di votazione. La correttezza dell’iter è stata garantita da una commissione di cittadini che aveva proprio la funzione di controllore».

Sulla vicenda interviene anche Gianni Vinci responsabile del servizio lavori pubblici: «Chi voleva ha avuto mesi se non anni per far valere le proprie istanze. Non solo, il progetto nasce dalla volontà dei cittadini: l’amministrazione probabilmente non sarebbe intervenuta in quella zona senza la sollecitazione della popolazione. Ora è incomprensibile che nasca la polemica; anche perché la progettazione è avvenuta di pari passo con i cittadini e non ci siamo mai sottratti al confronto».

L’amministrazione invita a fare una valutazione di opportunità: «Possono essere legittime le rimostranze di alcuni cittadini affezionati al cipresso, ma si sta parlando di sicurezza stradale, di rischi per pedoni e automobilisti. Oggettivamente il cipresso ostruisce la visibilità dell’incrocio».

Una spiegazione questa data anche alla locale sezione di Legambiente con cui l’amministrazione si è confrontata a seguito di una richiesta di chiarimenti.

«Non ho seguito tutto l’iter del progetto – aggiunge il sindaco Paolo Masetti – tuttavia mi chiedo che cosa abbia più valore: intervenire per rendere più sicura la viabilità oppure scegliere di salvaguardare un albero per quanto espressione di una memoria collettiva? Sono convinto credo che la priorità sia senza dubbio per la sicurezza dei cittadini».

Il cipresso è stato tagliato – come da programma – ieri mattina. E il tabernacolo è stato spostato di alcune decine di metri.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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