Il Tirreno

Empoli

«Mi guiderà l’articolo 2 della nostra Costituzione»

di Emilio Chiorazzo
«Mi guiderà l’articolo 2 della nostra Costituzione»

Emozionata, il neosindaco Barnini nel suo primo discorso manda 3 messaggi «A Luciana Cappelli, al ruolo che ricopriamo, alle aspettative che ha la gente»

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EMPOLI. L’emozione si tocca con mano. E non solo perché nel vestito “buono, nuovo, fatto apposta” molti dei consiglieri comunali davano l’impressione di sentirsi impacciati. Nè per il fatto che il debutto in quella sala del Comune ha giocato uno scherzo brutto al temporaneo presidente del consiglio comunale. Il “direttore dei lavori” iniziali, ha gettato alle ortiche un bel po’ di regolamenti e di prassi, dimenticandosi di dare a ogni gruppo, a ogni consigliere, l’opportunità di presentare le proprie candidature alla presidenza del consiglio.

L’emozione prende la forma di lacrime, che il sindaco Brenda Barnini non ha saputo trattenere quando ha giurato sulla Costituzione; il suono delle parole “strozzate in gola” quando ha fatto il suo discorso di insediamento; di movimenti nervosi anche quando la piccola Ludovica, figlia delll’assessore Ponzo, tra gli applausi della sala le ha portato un mazzo, inaspettato di fiori.

Il primo giorno di scuola dei nostri governanti locali è iniziata così. Ognuno ha interpretato il suo ruolo. La maggioranza ha mostrato subito i muscoli, l’opposizione ha dato il segnale, uscendo dalla sala dopo un intervento - forse inopportuno, su chi comanda lì dentro - di cosa dobbiamo aspettarci da questi prossimi cinque anni. Un primo giorno di scuola senza sussulti e senza sorprese. O quasi.

Il senso di Brenda per la Costituzione. Ti aspetti, quando prende la parola per il discorso inaugurale, che sia lì, pronta a raccogliere il “la” di qualche consigliere («abbiamo i numeri per prendere le decisioni che vogliamo»). Invece il neosindaco Barnini ha il potere di spiazzarti.

«Non è il giorno ideale per parlare dei programmi che intendiamo attuare, lo faremo nella prossima seduta. Questa è l’occasione per sottolineare che dentro questa stanza, dobbiamo sentire il superamento delle divisioni», dice. Parla a braccia, c’è abituata. E il suo discorso fila liscio come se avanti a sé avesse un “gobbo” di quelli di cui non possono più fare a meno gli artisti, neppure per dare il buonasera. Ha tra le mani il libretto rosso della Costituzione sulla quale ha appena giurato.«C’è un articolo – dice – che è una sintesi meravigliosa tra il riconoscimento della personalità e la solidarietà». È l’articolo 2. Lo legge. Poi sottolinea. «È fondamentale per questo momento storico che sta attraversando la nostra città. La crisi è economica, ma anche sociale e politica. Per svolgere il mio mandato terrò presente questo articolo».

Il suo mandato. «Ogni azione deve muovere da questo – dice Brenda Barnini – Ogni cittadino ha diritti invalicabili e la Repubblica li deve tutelare. Non può esserci travalicazione della personalità. Di questo dobbiamo tenere conto: dobbiamo tutelare e incentivare la personalità della nostra comunità».

I tre messaggi. Brenda Barnini rivolge tre pensieri, «Il primo è per il sindaco precedente. Luciana Cappelli ha vissuto la lunga fase di trasformazione. A lei è toccata la parte peggiore, quella in cui non si capisce cosa stia accadendo. La ringrazio per aver portato sulle spalle questo enorme carico di responsabilità».

Il secondo è per i consiglieri. «Quelli uscenti e i nuovi – dice –Spero che viviate il privilegio di poter servire gli altri. Non smarrite la spinta della passione civile, è quella che ci farà fare passi in avanti».

Terzo pensiero, per i cittadini. «La sfida che la città ci ha chiesto di affrontare è di quelle che capitano ogni sessant’anni – conclude Barnini – In campagna elettorale abbiamo percepito la speranza, la fiducia, l’apertura di credito che ci è stata fatta. Anche oltre il consenso avuto dalle urne. Il bisogno di ripartenza è grande, viene riversato nella figura del sindaco. Porterò avanti il programma con dedizione, trasformando in fatti le parole spese fin qui».

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