Sicurezza
E i ribelli di Martignana cancellano il simbolo
Dopo la provocazione di un anno fa ora c’è l’addio definitivo: «Meglio la sagra della pizza dolce»
MONTESPERTOLI. Neanche il segretario regionale del Pd, Dario Parrini, è riuscito a farli tornare sui loro passi. I “ribelli” di Martignana dicono definitivamente addio al Partito democratico. Lo strappo c’era stato già un anno fa, quando decisero di sostituire la storica Festa democratica con quella “di fine estate”: «Prima Monti, poi Letta: non sgobbiamo più per un partito alleato con Berlusconi» avevano detto i militanti della frazione a metà tra Empoli e Montespertoli. Una vecchia roccaforte rossa, dove i militanti sono cresciuti tra i fornelli e gli stand delle Feste de l’Unità. Però avevano deciso di lasciare uno spiraglio, tenendo il simbolo del Pd (seppur piccolo) sui manifesti dell’evento. La storia fece il giro d’Italia e nel giro di poche settimane arrivarono alla casa del popolo il deputato Parrini, allora candidato unico alla segreteria toscana e il sindaco Giulio Mangani, per un dibattito che aveva l’obiettivo di convincere i ribelli a ripensarci. Ma già quella sera si era capito che le strade si sarebbero separate. E infatti: «Quest’anno organizziamo la sagra della pizza dolce, probabilmente dal 4 al 14 settembre» esordisce Giorgio Rossi, presidente per un quarto di secolo della casa del popolo: «Il Pd non è cambiato, anzi, le cose sono andate in peggio. Basta vedere ciò che sta accadendo con la riforma del Senato. Noi vorremmo unità: si fa un progetto e si porta avanti tutti insieme. Renzi? Non gli fanno fare le cose che vorrebbe». E allora «ogni sabato ballo liscio per tutta l’estate, il martedì la rassegna teatrale in vernacolo. E a settembre la sagra della pizza dolce». Senza il Pd.(f.t.)
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