Il Tirreno

Empoli

Legato e picchiato a 88 anni da 3 banditi

di Sara Bruni e Marco Sabia

Secondo colpo in villa nel giro di 24 ore: l’anziano è all’ospedale con ferite e fratture, bottino di poche centinaia di euro

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CERRETO GUIDI. Un’altra notte di terrore a cerreto Guidi. Appena 24 ore dopo la rapina messa a segno nella villa della famiglia Iacopini a Poggio Tempesti, i banditi sono tornati in azione. E stavolta nel mirino c’è finito Lauro Agostini, 88 anni, legato al suo letto e picchiato dai malviventi, che se ne sono andati con un bottino di poche centinaia di euro. Lauro, conosciuto da tutti con il soprannome di “Gallo”, vive da solo in una villetta in via 2 settembre a Lazzeretto, all’altezza della farmacia comunale, alla periferia del paese andando verso Lamporecchio. Erano da poco passate le 4 e stava dormendo quando i tre rapinatori – a volto sscoperto e forse anche armati (ma su questo non ci sono conferme, anche perché l’unico testimone è lo stesso Lauro, ricoverato in ospedale) – hanno fatto irruzione all’interno della sua casa. L’hanno legato mani e piedi al letto. E hanno iniziato a minacciarlo e a picchiarlo. Volevamo la cassaforte, che però non c’era. L’hanno preso a botte, provocandogli anche la frattura di tre dita di una mano, oltre a varie escoriazioni. Nel frattempo i banditi hanno rovistato ovunque, alla ricerca di gioielli e contanti. Hanno messo insieme un bottino di poche centinaia di euro e quando hanno capito che la cassaforte non c’era davvero, sono fuggiti. Lasciando Lauro, vedovo da alcuni anni, con una figlia che vive a poche centinaia di metri di distanza, disteso sul letto ferito, insanguinato e sotto shock. Probabilmente sono stati proprio i suoi lamenti ad attirare le attenzioni dei vicini, che hanno chiesto aiuto alla sala operativa del 118 di Empoli. Sul posto è intervenuta un’ambulanza, che ha trasportato Lauro all’ospedale San Giuseppe di Empoli, dove si trova tuttora ricoverato. Nel frattempo nella villetta di via 2 Settembre sono arrivati anche i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile empolese, che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini. Per capire anche se le due rapine, a Poggio Tempesti prima e a Lazzeretto la notte seguente, sono opera della stessa banda. Le analogie non mancano: i due colpi sono stati messi a segno in due abitazioni distanti pochi chilometri, di notte, da tre banditi (oltre agli eventuali complici ad attenderli in auto) alla ricerca della cassaforte. Similitudini che farebbero pensare a una delle tante bande di criminali che si spostano da una parte all’altra dell’Italia per mettere a segno questo tipo di rapine. Ma ci sono anche elementi di distinzione tra le due rapine: Antonini è stato legato e picchiato, la famiglia Iacopini no. Un colpo è stato messo a segno in tarda serata, il secondo in piena notte, nella prima occasione è certa la presenza delle armi, nella seconda non altrettanto. Tutti elementi che dovranno essere valutati dai carabinieri, anche sulla base del racconto di Lauro, non appena le sue condizioni di salute lo consentiranno.

Intanto tra la gente cresce la paura. Uno stato d’animo fotografato dalle parole di una vicina di Antonini: «Non bastano gli impianti di allarme, Lauro ce l'aveva e non è servito. Serve un po' di sangue freddo e un'arma per difendersi. Abbiamo paura, non ne possiamo più: questa zona è stata già "battuta" dai delinquenti troppe volte anche in passato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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