Il Tirreno

Empoli

IN VIA DEI CAPPUCCINI

Incuria al cimitero comunale Protesta per le tombe

Incuria al cimitero comunale Protesta per le tombe

EMPOLI. I parenti aspettano da settimane che sulle tombe dei lori cari vengano messe le lastre di marmo, che hanno pagato ma ancora sono lì all’aria aperta. Accantonate da giorni in un angolo del...

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. I parenti aspettano da settimane che sulle tombe dei lori cari vengano messe le lastre di marmo, che hanno pagato ma ancora sono lì all’aria aperta. Accantonate da giorni in un angolo del cimitero comunale di Empoli, incustodite. E’ la brutta sorpresa che stanno affrontando un gruppo di cittadini, portavoce è Francesca Santini, che ha la madre sepolta in via dei Cappuccini. La tomba di sua mamma, come quella di altre persone, si trova in terra sommersa dall’erba alta. Da qui la necessità, vista anche la totale incuria, di costruirci sopra il rivestimento in marmo. Il problema è che i cittadini le lastre le hanno già comprate ma sono ancora accatastate in un angolo del cimitero. «Ho aspettato mesi prima di denunciare lo stato di abbandono in cui si trova il cimitero comunale di Empoli – spiega Francesca Santini – ma adesso sono stufa ed è arrivato il momento di far conoscere ai dirigenti comunali e ai cittadini il forte degrado in cui si trova questa struttura». Francesca Santini come altri cittadini è delusa dalla situazione. «Ho la mamma sepolta in terra e, purtroppo, in inverno non posso andare sulla tomba perché affondo fino alle ginocchia a causa dell’erba alta e, in estate, la situazione è ancora peggiore. Abbiamo richiesto invano una sistemazione anche del selciato ma non siamo stati ascoltati. Ancora più assurdo è che la ghiaia non possiamo farla portare personalmente. Dopo due anni io e altri parenti dei defunti abbiamo deciso di far installare la tomba di marmo. I marmisti hanno portato le lastre ma sono accantonate da settimane in un angolo, incustodite e soggette a qualsiasi atto di vandalismo e non solo. E’ una vergogna». Santini, portavoce della protesta, è decisa ad andare fino in fondo. «Mi sono rivolta anche al custode del cimitero che mi ha spiegato come gli operai possono montare le tombe solo quando ce ne sono almeno quindici. Ho pagato da due mesi 140 euro al Comune per il montaggio e ho saputo che è l'unico che vuole dei soldi per questo servizio. E qui a causa delle precarie condizioni dei pavimenti e del manto erboso, le persone anziane non possono nemmeno recarsi da soli sulle tombe dei propri cari».

Filippo Cioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa