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Tre nomi di “big” per una scuola

Tre nomi di “big” per una scuola

A Montespertoli l’intitolazione a Rodari, Levi Montalcini e don Milani

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MONTESPERTOLI. Festa grande a Montespertoli in occasione dell'intitolazione dell'Istituto comprensivo. Era presente anche l'assessore regionale a scuola, formazione, ricerca e università, Emmanuele Bobbio. A fare gli onori di casa invece, oltre alla dirigenza scolastica, c’era il sindaco Giulio Mangani.

La struttura scolastica ha da oggi la sezione di scuola dell’infanzia dedicata a Gianni Rodari, la primaria a Rita Levi Montalcini mentre l'intero comprensivo è intitolato a Don Lorenzo Milani.

Nel suo intervento l'assessore regionale ha sottolineato che era la prima volta che gli capitava, da neo responsabile regionale, di partecipare a questo tipo di cerimonia e che ciò rappresenta il coronamento di un sogno nato quando era un giovane studente. Così come una specie di sogno è stato quello di contribuire all'intitolazione della scuola d'infanzia all'autore di quelle “Favole al telefono” che sua madre gli leggeva da piccolo e che da adulto apprezza ancora come fautore di un infanzia legata al gioco, ma al tempo stesso aperta e curiosa del mondo.

Di don Milani ha sottolineato come «il suo messaggio di una scuola in cui nessuno rimanga indietro, ma che dia a tutti la possibilità di imparare sia ancora attualissimo, così com'è attuale il diritto di tutti alla migliore istruzione».

Con Rita Levi Montalcini il messaggio è invece di una scuola che deve guardare al futuro e alla scienza, ma anche al rispetto per gli altri e per l'ambiente.

Dopo aver sottolineato come nel caso del comprensivo di Montespertoli siamo di fronte ad una delle “Scuole senza zaino” in cui i ragazzi sperimentano un sistema educativo nuovo, in cui è massimo il livello di responsabilizzazione verso gli altri e verso l'ambiente che utilizzano, l'assessore regionale ha concluso affermando che lui è orgoglioso, anche come cittadino, di aver avuto l'occasione di partecipare alla cerimonia e che i ragazzi, gli insegnanti, i dirigenti, gli amministratori pubblici e la comunità locale devono essere orgogliosi di ciò che hanno realizzato.

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