Sicurezza
“Sequestra” l’auto dell’Asl medico finisce nei guai
Va in giro con la Fiat Panda aziendale per diversi giorni di fila senza autorizzazione Sfugge alla sanzione del Collegio, ma gli atti passano all’Ordine provinciale
EMPOLI. Ha preso l’auto aziendale (una Fiat Panda), seguendo la procedura prevista, indicando cioè la data e l’ora di ritiro e quella di consegna. Ma poi non l’ha restituita nel termine previsto. E non è stata una dimenticanza. Anzi. Il medico di medicina generale (l’Asl non ha fornito le generalità e ha secretato gli atti) ha continuato a viaggiare su un veicolo di proprietà pubblica per diversi giorni consecutivi. E, nonostante tutto, alla fine è sfuggito alla sanzione dell’azienda, perché nel frattempo la convenzione che lo legava all’Asl 11 di Empoli è terminata. Ma della sua avventura al volante si occuperà l’Ordine provinciale, mentre al momento non risulta alcun esposto all’autorità giudiziaria per un’eventuale valutazione dell’operato del medico. Che evidentemente pensava di farla franca. Di poter andare in giro con un’auto “marchiata” (e pagata) dall’Asl, come se fosse sua. Magari per andare a fare la spesa, oppure per accompagnare i figli a scuola. Per poi parcheggiarla tranquillamente sotto casa. Ma gli addetti alla gestione del parco auto se ne sono accorti e hanno segnalato l’episodio alla direzione.
In base all’accordo collettivo nazionale che disciplina i rapporti coi medici, le violazioni di natura occasionale prevedono sanzioni come il richiamo verbale o con diffida in caso di reiterazione. Ma non è questo il caso. Quelle di maggiore gravità, infatti, sono di competenza del Collegio arbitrale. E le sanzioni variano dalla riduzione dello stipendio (tra il 10% e il 20%) per cinque mesi, alla sospensione per almeno un mese, fino alla revoca del rapporto per infrazioni finalizzate all’acquisizione di vantaggi personali. Insomma, il medico in questione rischiava grosso. L’Asl ha chiesto al Collegio arbitrale l’apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti «per la violazione – si legge nella delibera – degli obblighi di correttezza nei confronti dell’azienda, degli obblighi convenzionali in materia di uso appropriato delle risorse messe a disposizione dal Sistema sanitario nazionale, del regolamento per la gestione e l’utilizzo del parco autoveicoli aziendali, nonché delle disposizioni regionali in materia di utilizzo dei mezzi aziendali per spostamenti non riconducibili all’espletamento dei servizi istituzionali». Ma quando l’atto dell’Asl è arrivato sul tavolo del Collegio, il medico in questione non era più titolare di alcuna convenzione con l’azienda empolese: non è chiaro quale sia il motivo e se l’interruzione del rapporto sia arrivata secondo una scadenza già fissata, oppure in seguito all’accaduto. Comunque, gli “arbitri” non hanno potuto fare altro che dichiarare l’improcedibilità. Insomma, il medico non ha più alcun rapporto con l’Asl, che di conseguenza non può punirlo. Tuttavia l’atto di contestazione «sarà trasmesso – assicura il direttore generale Monica Piovi – all’Ordine provinciale» che valuterà sotto il profilo deontologico il comportamento del medico.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
