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Recupero ex Casa del Fascio c’è l’ok al progetto definitivo

Recupero ex Casa del Fascio c’è l’ok al progetto definitivo

EMPOLI. Un altro piccolo passo in avanti verso il recupero dell’ex Casa del Fascio di via Livornese, nel cuore di Santa Maria. La giunta comunale ha dato il via libera al progetto definitivo dei...

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EMPOLI. Un altro piccolo passo in avanti verso il recupero dell’ex Casa del Fascio di via Livornese, nel cuore di Santa Maria. La giunta comunale ha dato il via libera al progetto definitivo dei lavori di consolidamento e restauro. Si tratta del primo stralcio, da 150mila euro (rispetto ai 400mila euro complessivi che serviranno per portare a termine il restyling). Il progetto preliminare era stato approvato nel settembre 2012; poi il Comune si è appoggiato anche a un professionista esterno, l’ingegnere Stefano Giuntini (incarico da 11mila euro) per mettere a punto il progetto definitivo. A questo punto la stessa giunta dovrà dare l’ok alla versione “esecutiva”, quindi saranno assegnati i lavori (dalla prossima amministrazione), che sono in netto ritardo rispetto alla tempistica del programma triennale delle opere, dove la realizzazione del primo stralcio dei lavori era prevista per il 2013.

Comunque la procedura va avanti. Dopo ormai quasi settanta anni forse quella ferita nel cuore di Santa Maria riuscirà a chiudersi. Complice la burocrazia, e poi la mancanza di fondi, l’edificio accanto alla casa del popolo è semidistrutto e tutto il perimetro è transennato da tempo. Eppure l’ex casa del fascio ha una dignità architettonica sicuramente da salvaguardare e il circolo Arci più volte ha chiesto di poter sfruttare questo spazio (che tra l’altro prima del fascismo era una casa del popolo). Il fabbricato ha un piano solo con uno spazio di 316 metri quadrati, è in brutte condizioni e non è mai stato usato dal dopoguerra in poi. La ex casa del fascio era di proprietà dell’Ufficio del territorio di Firenze (l’ex Demanio) e la trafila per il passaggio dell’immobile e il suo riutilizzo è iniziata negli anni Novanta. Si era fatta avanti la casa del popolo di Santa Maria che voleva acquisire l’immobile per le sue attività. Le aste si sono ripetute nel tempo, tra l’altro il circolo era riuscito ad aggiudicarsene una ma che poi venne invalidata. In un altro caso, invece, l’asta venne annullata perché un manifesto affisso alla casa del popolo in cui si chiedevano ai soci soldi per l’acquisto dell’immobile fu considerato turbativa d’asta. Alla fine, alcuni anni fa, passò al Comune.

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