Gioco
La telenovela di Montelupo non è finita, ricorso al Pd nazionale
I sostenitori di Tizzanini alla commissione di garanzia: «Rivotare a Fibbiana». E tre settimane dopo le primarie la vittoria di Simone Terreni torna sub judice
MONTELUPO. Venti giorni dopo le primarie, la partita non è ancora chiusa. Non solo. Ci vorrà, probabilmente, almeno un’altra settimana per capire se a Fibbiana si dovrà rivotare o meno. Perché i sostenitori di Giacomo Tizzanini, sconfitto per 34 voti, hanno presentato un nuovo ricorso, stavolta sul tavolo della commissione nazionale di garanzia, presieduta da Enrico Morando. Che già nella tarda serata di ieri (venerdì 28 marzo) ha iniziato ad esaminarlo.
Ma prima di avere un quadro completo della situazione, in modo da emettere un giudizio (a quel punto definitivo), avrà bisogno di alcuni giorni. E così chi, seguendo l’evoluzione post-primarie di Montelupo, pensava di averle viste tutte, resta ancora una volta a bocca aperta. Riepilogare la vicenda è quasi impossibile. Ma, a grandi linee, il caos è iniziato la sera stessa delle primarie. Nel mirino c’è in particolare il segretario del circolo di Fibbiana, e membro del comitato organizzatore delle primarie, Daniele Bertelli che si sarebbe avvicinato all’elenco dei votanti per verificare chi ancora non aveva espresso la sua preferenza. E poi avrebbe contattato chi ancora non si era presentato al seggio (dove poi Terreni ha stravinto con 622 preferenze contro 299. I sostenitori del vicesindaco uscente presentano ricorso ai garanti dell’Empolese Valdelsa. Che lo respingono, pur censurando il comportamento di Bertelli. E allora scatta il ricorso alla commissione regionale, presieduta da Agostino Fragai. Ma a quel punto arriva un altro colpo di scena: Terreni decide di fare un passo indietro e di “cedere” la candidatura a Tizzanini. Dopo tre giorni di incontri e trattative, la complessa operazione sembra in dirittura d’arrivo, tanto che il ricorso viene ritirato. Ma subito dopo arriva il nuovo dietrofront dell’imprenditore: «Mi candido» (questo nella giornata di mercoledì scorso). Ma ormai il Pd è dilaniato. E a questo punto i “tifosi” di Tizzanini non ci stanno. Ed ecco quindi un ulteriore strascico, con il “caso Montelupo Fiorentino” che arriva addirittura all’attenzione degli organi nazionali del partito. Con un ricorso “arricchito” – almeno secondo quanto si apprende – e integrato da ulteriori elementi che dimostrerebbero le irregolarità. E una richiesta: rivotare a Fibbiana. La decisione sarà presa dalla commissione presieduta da Morando, della quale fanno parte anche Angelo Argento, Paola Bragantini, Gianclaudio Bressa, David Ermini, Aurelio Mancuso, Franco Marini, Gianni Principe e Salvatore Vassallo.
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