Sicurezza
Ore 17: a Giannini rimane il deserto
La notifica dell’evacuazione è stata consegnata alle famiglie che non sanno ancora quanto dovranno rimanere fuori casa
CERRETO GUIDI. «La mia casa sta andando verso l'Arno». Una frase emblematica, pronunciata da una signora esasperata per la situazione che sta vivendo. In via Giannini, infatti, nella zona di Bassa, dopo l'ultima piena dell'Arno del 15 febbraio si è verificata una frana, con la sponda dell'argine che versa in condizioni sempre più critiche. Ma la frana non si è fermata all'argine bensì ha colpito anche le case poco distanti, con muri spaccati, cancelli piegati, marciapiedi con enormi aperture e alberi che pendono e rischiano di cadere. Per questo, dopo un summit nella giornata di ieri, il sindaco di Cerreto Carlo Tempesti ha deciso di evacuare quattro famiglie, per un totale di nove persone, che vivono nelle due case più vicine al fiume. Ieri i residenti, verso le 17, La notiofica dell’eveacuazione è stata po hanno purtroppo dovuto lasciare le proprie abitazioni, tra lo sgomento e l'incertezza sul futuro. Questo perchè, come ha ripetuto il primo cittadino: «Dobbiamo effettuare dei carotaggi per capire cosa sta succedendo nel sottosuolo. Al momento, purtroppo, non ho certezze sulle tempistiche, finché non capiremo cosa è accaduto non sapremo nemmeno cosa fare e come farlo». Alle famiglie sono state proposte sistemazioni alternative che spetterà a loro accettare o meno. Quello che è certo è che le case vanno giocoforza abbandonate.
L'umore generale, è scontato, era veramente cupo, con un vento freddo che ieri sembrava voler infierire su delle persone già alquanto provate da nottate di paura. Uno dei due immobili, per farla breve, galleggia sulla frana mentre quello dalla parte opposta della strada sembra pendere in avanti, come il cipresso distante pochi metri, piegato in una maniera inquietante. «Sono esausta- racconta Elena Pollini - non ho dormito per la paura. I muri si stanno staccando l'uno dall'altro, siamo costretti ad andar via e difficilmente credo che la situazione si risolverà in pochi giorni. Ai miei bambini ho dovuto dire che stiamo andando in vacanza». Anche il marito Carmine Rullo non le manda a dire: « Questa è la goccia che fa traboccare il vaso - sbotta - vorrei capire chi ha dato l'agibilità per questa abitazione, perchè questo è un problema che si tira avanti da anni. Ora però è lampante, la mia casa si sta muovendo». A quel punto è arrivato il sindaco, accompagnato dall'assessore ai lavori pubblici Giancarlo Gallerini: « L'ordinanza è precauzionale - ha spiegato Tempesti - in quanto, visto che non sappiamo cosa sta accadendo, è meglio sgomberare le persone e non far correre loro pericoli inutili. Faremo i nostri rilievi e capiremo. In base all'esito dei carotaggi si deciderà se adottare la somma urgenza, cioè se dare il via a lavori senza la copertura economica. Questo, però, spetta alla Provincia e non a me».
Poco dopo il sindaco è ripartito per andare a firmare l'ordinanza di evacuazione poi notificata alle famiglie che hanno lasciato le due case ferite dal fronte franoso, che si staglia sullo sfondo mettendo ulteriore preoccupazione a chi ne ha già abbastanza.
C'è chi, per dimostrare che i muri si stanno letteralmente separando, ha misurato i centimetri giorno per giorno, scoprendo purtroppo che tutto ciò sta veramente accadendo. Quei cancelli piegati sono inquietanti, come quella spaccatura di decine di centimetri in un marciapiede. Non si tratta più di crepe, quanto di fenditure fisiche nelle mura esterne. Anche il cipresso pericolante, che sembra destinato a cadere inesorabilmente, pochi giorni fa non era così pendente. Ora pare reggersi per puro miracolo, in quanto anche il terreno in cui è situato si sta spaccando ed alzando. Negli ultimi giorni la situazione si è aggravata, portando il sindaco a scegliere l'evacuazione.
Con i carotaggi si capirà la tipologia e la gravità dei danni, anche se la sensazione degli abitanti è che difficilmente torneranno a breve nelle loro abitazioni. L'argine fa paura ogni giorno di più e le persone se ne sono andate portandosi dietro lo stretto indispensabile, per una permanenza fuori dalle case che si spera quanto più breve possibile.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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