Sicurezza
Cyberbullismo, un’inchiesta a scuola
Avviata la ricerca con questionari anonimi grazie all’istituto comprensivo e all’Università di Bologna
CASTELFIORENTINO. Indagare sulla natura e la qualità delle relazioni all'interno della scuola, sia nel mondo reale che in quello virtuale. Con un'attenzione specifica a quei comportamenti riconducibili magari all'uso di internet (e dei social network), che stimolano azioni positive o negative. Sono queste le finalità del progetto di ricerca "socialità e benessere psicologico a scuola" che l'istituto comprensivo di Castelfiorentino ha avviato un mese fa insieme all'Università di Bologna e che si concluderà al termine dell'anno scolastico (giugno 2014).
La ricerca, che è promossa grazie al sostegno dell'assessorato all'istruzione del Comune di Castelfiorentino (Mariella Santarelli) e del contributo della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, è condotta da Antonella Brighi (dipartimento di scienze dell'educazione dell'Università di Bologna) e si propone di analizzare eventuali fattori di disagio che si possono riscontrare nel contesto relazionale della scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado.
In particolare, la ricerca prende in esame le classi quinte della scuola primaria e le classi prime di scuola secondaria, considerate le classi-ponte dell'istituto comprensivo, e si concentra sui fattori di rischio dei comportamenti sociali, dai quali possono scaturire episodi che vengono ricondotti - talvolta in modo sbrigativo - al fenomeno del bullismo. Di qui l'esigenza, da parte della scuola, di una indagine per comprendere meglio la situazione e poter intervenire con strategie efficaci.
«Questo progetto - sottolinea il dirigente scolastico, Gabriele Marini - punta a realizzare una completa ricognizione di tutti i fattori di rischio che si possono presentare nelle varie classi, dai quali può trarre origine il fenomeno del bullismo. Un fenomeno che oggi si manifesta anche nelle nuove forme di comunicazione virtuale, come ad esempio i social network». «Terminata la ricerca - prosegue Marini - verrà progettato per il prossimo anno scolastico un percorso, condiviso a livello di comunità professionale che, in base a quanto raccolto a livello di dati, permetta la strutturazione di strategie mirate e l'affinamento di strumenti adeguati in modo da poter meglio affrontare la complessità delle dinamiche relazionali all'interno delle classi».
Gli strumenti utilizzati per le rilevazioni sono questionari e test anonimi, osservazioni in classe e focus group, tutti testati a livello di ricerca scientifica, sia nazionale che internazionale. La partecipazione di alunni e studenti è volontaria, i questionari sono anonimi.
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