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A Dogana al via le opere contro gli accumuli d’acqua

A Dogana al via le opere contro gli accumuli d’acqua

Ecco quali saranno gli interventi previsti da Comune e Provincia nella frazione Scettici i residenti: «Il problema non è l’Elsa ma quello che scende dai colli»

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CASTELFIORENTINO. Un confronto per parlare dei disagi subiti dai cittadini a causa delle alluvioni ricorrenti degli ultimi anni. È stato questo il tema principale dell’incontro svoltosi al circolo Arci di Dogana. Un incontro voluto e presenziato dal sindaco Giovanni Occhipinti, accompagnato da Renzo Crescioli, assessore provinciale alla difesa del suolo. «Il rapporto con i cittadini deve essere improntato alla massima trasparenza – apre Occhipinti – ed è questo il motivo principale dell’incontro. Vogliamo parlare di un problema molto sentito dai residenti della Dogana, soprattutto alla luce delle recenti inondazioni: la regimazione delle acque fuori dalle casse di espansione quando le casse stesse sono in funzione». Dogana si trova infatti lungo la via Sanminiatese, che collega Castelfiorentino a San Miniato; la zona è occupata dalle tre casse d’espansione del fiume Elsa, che scattano in funzione in caso di pericolo di alluvione. «Negli ultimi mesi – continua il sindaco – si è deciso di realizzare dei miglioramenti per la sicurezza del centro abitato, con l’aiuto della Provincia».

È quindi Crescioli a prendere la parola: «Le casse d’espansione lungo l’Elsa rappresentano l’opera idraulica più importante della Provincia – afferma l’assessore – ma sono comunque possibili dei perfezionamenti. Alcuni interventi sono in partenza e verranno conclusi nei prossimi mesi: si tratta di ampliare il funzionamento di opere già esistenti, come lo scolmatore, che rallenteranno il riempimento delle casse d’espansione e il ristagno delle acque. L’intervento più importante, vale a dire il raccoglimento delle acque che arrivano in paese dai colli adiacenti, è in fase di progettazione».

I presenti (una quarantina in tutto) hanno manifestato scarsa fiducia nell’operato dell’amministrazione e delle Provincia. C’è chi, come Gianni Marzini, residente in zona Madonna della tosse, si chiede dove vada a finire l’acqua dell’impianto fognario, che non si è dimostrato efficace in presenza di piogge perché accoglie gli scarichi di tutta Dogana.Vittorio Desideri afferma: «Io abito in via Machiavelli, lungo la circonvallazione, ma voglio riportare in questa sede la condizione mia e dei miei vicini. In presenza di forti piogge, le fosse ai lati della strada non riescono a far defluire l’acqua, con il risultato che i campi diventano come laghi. Vorremmo rassicurazioni che il problema verrà preso in esame e auspichiamo interventi-tampone nell’attesa di una soluzione definitiva». Anche Valerio Desideri chiede chiarezza: «La situazione è problematica ormai da quindici anni. Nel 1999 mi venne chiesto dall’ingegnere comunale di stendere una relazione sulle possibili conseguenze della realizzazione delle casse d’espansione, in cui molto chiaramente si prevedeva che il problema principale sarebbe stato non tanto l’acqua nel letto dell’Elsa, quanto quella che dai colli, scendendo, invade il centro. Iniziati i lavori della nuova 429 abbiamo chiesto che questo problema venisse risolto. Non siamo mai stati ascoltati; non vedo perché dovremmo cominciare ad esserlo ora».

Tommaso Rigoli

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