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Terreni ha deciso: «Mi candido» ma dopo 18 giorni il Pd è devastato

Terreni ha deciso: «Mi candido» ma dopo 18 giorni il Pd è devastato

Il vincitore delle primarie ufficializza la scelta: «Scusatemi, ho vissuto un momento difficile» Reclami e veleni hanno lasciato il segno e la vicenda potrebbe arrivare in commissione nazionale

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MONTELUPO. Il balletto è finito. Simone Terreni è il candidato sindaco del Pd a Montelupo. Si torna indietro di dieci giorni, alla stretta di mano che aveva sancito la fine della guerra tra il vincitore delle primarie (per 34 voti) e lo sconfitto (Tizzanini)? No. Perché è vero che Terreni è tornato sui suoi passi e si è rimesso a disposizione del partito. Ma le accuse, i veleni, i ricorsi (che potrebbero non essere finiti) e poi i dietrofont, hanno lasciato il segno. Il partito – al di là delle dichiarazioni di circostanza – è a pezzi. E deve fare in fretta a rimettere insieme i cocci. Perché alle elezioni mancano meno di due mesi, gli avversari “cavalcheranno” questo teatrino e, sullo sfondo (ma neanche tanto), c’è anche la possibilità di ritrovarsi un avversario in più, a sinistra, con una lista in grado si approfittare del malcontento democratico.

Dopo giorni di silenzio, di incontri e discussioni, ieri alle 17.20 Simone Terreni è tornato a farsi vivo con la stampa, attraverso un comunicato: «Comunico la mia volontà di rimanere a disposizione del Partito Democratico di Montelupo come candidato Sindaco per le prossime elezioni amministrative del 25 maggio. Ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicini in un momento difficile». Poi ammette che «motivi personali e di circostanza mi avevano fatto maturare la decisione di non proseguire in questa esperienza. Ringrazio la Federazione Empolese Valdelsa e quella regionale per la grande disponibilità che hanno mostrato nei miei confronti».

E guarda avanti: «Auspico che avvenga un confronto serio e responsabile all'interno del nostro partito locale a cominciare dall'assemblea comunale per affrontare un percorso costruttivo in vista del prossimo appuntamento elettorale». Intanto, tanto per non farsi mancare nulla, alcuni sostenitori di Tizzanini, dopo aver ritirato il ricorso presentato alla commissione regionale, ora sono pronti a portare la questione sul tavolo dei garanti nazionali: «Al momento - spiega Terreni – non ho avuto nessuna comunicazione in merito». Così come il segretario del Pd dell’Empolese Valdelsa Enrico Sostegni, che – dopo una settimana (politicamente) drammatica – prova a ricucire lo strappo: «Con le primarie gli elettori individuano il soggetto che avrà l’onore e l’onere di essere il candidato del Pd alle elezioni. Simone ha ufficializzato la volontà di andare avanti e sarà il nostro candidato sindaco». Anche se da quando lo stabilito i montelupini (recandosi in tremila ai seggi, domenica 9 marzo) a quando ha assunto i crismi dell’ufficialità sono trascorsi diciassette giorni. Nei quali si è visto veramente di tutto: un maxi-spot che ha inevitabilmente danneggiato il Pd (e la telenovela potrebbe anche non essere finita). Lo stesso Terreni ora deve lavorare per “riconquistare” anche il suo comitato e i suoi elettori, molti dei quali sono rimasti disorientati. Per non parlare dei rapporti con Tizzanini e i suoi sostenitori. Ma a questo punto, se il Partito democratico vuole recuperare credibilità, tutti i protagonisti devono concedere qualcosa all’altro. Altrimenti per gli avversari sarà un gioco da ragazzi calpestare le macerie.

Francesco Turchi

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