Sicurezza
Rifondazione contro Montespertoli
CERTALDO. Rifondazione comunista attacca il Comune di Montespertoli sulla vicenda Bellucci, il dipendente licenziato dopo un patteggiamento su soldi delle multe spariti. «Non vogliamo entrare nel...
CERTALDO. Rifondazione comunista attacca il Comune di Montespertoli sulla vicenda Bellucci, il dipendente licenziato dopo un patteggiamento su soldi delle multe spariti. «Non vogliamo entrare nel merito del caso giudiziario che ha investito David Bellucci - si spiega - Certo non avremmo nessuna difficoltà a ribadire il nostro giudizio del tutto positivo sulla persona, ma lascerebbe il tempo che trova e, in quanto di parte, non gli arrecherebbe nessun vantaggio. Essendo un partito politico, però, è per noi doveroso e impellente esprimere la nostra posizione attinente strettamente a questa sfera, perchè ci compete. Siamo contrariati dal comportamento dell'amministrazione di Montespertoli, che strombazza ai quattro venti con nota ufficiale il licenziamento di un suo dipendente, che della primogenitura in zona del tipo di provvedimento ne fa quasi un vanto, atto a ricrearsi una verginità perduta visti i trascorsi, ergendosi ad alfieri della trasparenza, della limpidezza e del giustizialismo, che licenzia con un'inusitata determinazione nonostante la restituzione del danno subito e senza un obbligo di legge, alla faccia della tutela del lavoro e dei lavoratori».
E aggiungono: «Ma, sopra ogni altra cosa, vogliamo far presente, senza possibilità di smentita, come David abbia sempre mantenuto nelle sue funzioni istituzionali e politiche un comportamento irreprensibile, cosa che in politica non dovrebbe fare notizia».
A prendere posizione a difesa di David Bellucci è anche Filippo Ciampolini di Forza Italia. «Ritengo che il comunicato del Comune di Montespertoli sia lesivo della dignità di Bellucci - spiega - avrebbero potuto indicare le iniziali del dipendente, evitare il riferimento alla carica istituzione, la persona condannata, anche se per reati odiosi, è comunque una persona, che ha un dignità propria, ha una famiglia, figli, i quali sicuramente non si divertono a vedere il condannato esposto alla gogna mediatica».
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