Sicurezza
«Caro Renzi, ecco il progetto della nuova scuola Pascoli»
Il Comune risponde all’invito del premier e “candida” un intervento da 3 milioni per demolire il plesso e ricostruirlo accanto, spazi condivisi con la Carducci
EMPOLI. «Caro Matteo, ecco il nostro progetto. Una nuova scuola dell’infanzia per 180 bambini, da realizzare accanto a quella esistente (che sarà poi demolita). E con alcuni servizi in comune con la primaria Carducci, che ne trarrà beneficio, con il recupero di spazi. L’operazione, che permetterà la continuità educativa, costerà tre milioni di euro. L’amministrazione può mettere sul tavolo il 40%, ma anche l’intera cifra, nel caso che vengano allentati i vincoli del patto di stabilità». È più o meno questo il messaggio – corredato da un progetto preliminare – che la giunta empolese ha inviato al presidente del Consiglio. Che, nei giorni scorsi, aveva scritto ai sindaci, chiedendo loro di segnalare una scuola che necessità di interventi urgenti di ristrutturazione: «Cercheremo – ha assicurato Renzi – di semplificare le procedure di gara e liberare fondi dal computo del patto di stabilità». E il Comune di Empoli ha risposto al volo: ha rispolverato un progetto (realizzato dal geometra Ugo Reali) che aveva messo a punto nello scorso mese di maggio per poi riporlo nel cassetto dei sogni, in attesa di poter spendere i propri soldi. Perché il paradosso è proprio questo: il Comune ha un tesoretto di 12 milioni di euro, ma che di fatto è “congelato” dal patto di stabilità.
La scuola Pascoli risale agli anni Settanta. «Nel frattempo – spiega l’assessore Eleonora Caponi – l’organizzazione della didattica è stata rivoluzionata e gli spazi e la dimensione del plesso non rispondono più alle esigenze. E poi la sala mensa è inadeguata, i servizi igienici sono aperti, poiché la concezione della struttura rispondeva a un modello pedagogico ed educativo tipico di quegli anni». E poi c’è l’aspetto logistico: la Pascoli attualmente accoglie 108 bambini, suddivisi in quattro sezioni: non abbastanza per un quartiere centrale, molto popolato e ricco di servizi. E allora ecco la necessità di voltare pagina. Con la realizzazione di una struttura, secondo criteri bioclimatici e quindi eco-sostenibili, di 1.870 metri quadrati e una superficie esterna di 7mila metri quadrati. Per ospitare sei sezioni (da trenta bimbi ciascuna), «ma anche spazi per l’educazione motoria, la musica, i linguaggi artistici, e non un corridoio con tante stanze anonime». Secondo il piano dell’amministrazione comunale, non ci saranno disagi per bambini e familiari: «Durante la realizzazione della nuova scuola – sottolineano l’assessore Franco Mori e la dirigente scolastica Barbara Zari – l’attività andrà avanti nella sede attuale, che sarà demolita soltanto a lavori conclusi: in quell’area sarà realizzato un giardino».
A questo punto non resta che aspettare la risposta di Renzi: «Il primo obiettivo è ottenere il finanziamento – spiega Mori – ma in seconda battuta abbiamo anche la possibilità di pagarla interamente, ma è necessario lo sblocco del patto di stabilità: ci basta questo provvedimento». Anche perché «in questo momento – aggiunge Caponi – sono bloccati anche gli acquisti degli arredi scolastici: anche comprare un banco è considerato un investimento». Infine i tempi: un anno per l’apertura del cantiere, altri due per la realizzazione della scuola. Insomma, se arriva l’ok, nel 2017 ci sarà – secondo l’amministrazione comunale – il taglio del nastro.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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