Il dolore
Schianto all’alba, muore imprenditore
Luciano Viti, 73 anni, è finito col furgone contro il muro del cimitero di Castelfiorentino: fatale un malore o un colpo di sonno
CASTELFIORENTINO. Ha perso il controllo del furgone, probabilmente per un malore o forse per un colpo di sonno. Ed è andato a sbattere contro il muro del cimitero. Luciano Viti, 73 anni, imprenditore di Montaione, è morto all’alba di ieri, sulla strada provinciale Volterrana a Castelfiorentino. La strada è molto transitata, anche nelle prime ore del mattino. Ma il furgone di Viti, un Mercedes Sprinter, sembrava parcheggiato vicino al muro. Molti automobilisti sono dunque transitati sul posto senza fermarsi, inconsapevoli di quanto era accaduto. A dare l’allarme è stato un dipendente comunale, alle 7.30. È arrivato per aprire il cancello del cimitero e si è insospettito per la presenza del furgone. Si è avvicinato e ha capito che non era parcheggiato, anzi. Ma all’interno sembrava non esserci nessuno. Ha aperto lo sportello e ha trovato il 73enne disteso sui sedili anteriori in una pozza di sangue. Ha chiesto aiuto alla sala operativa del 118 che ha inviato sul posto un’ambulanza della Misericordia di Castelfiorentino e l’automedica. Ma quando i soccorritori sono arrivati in via Orazio Bacci, non hanno potuto fare altro che constatare la morte di Luciano Viti, avvenuta presumibilmente tra le 5.30 e le 6.
Sul posto sono intervenuti gli agenti del comando territoriale della polizia municipale dell’Unione dei Comuni che hanno effettuato i rilievi.
Non sono stati trovati segni di frenata sull’asfalto e il tachimetro del furgone era bloccato sui sessanta chilometri orari. Insomma, tutto fa pensare che l’imprenditore (che stava percorrendo la Volterrana in direzione Montespertoli-Castelfiorentino) abbia fatto tutto da solo e che, per un malore o un colpo di sonno, non abbia avuto neanche la possibilità di frenare. Una ricostruzione che evidentemente ha convinto il magistrato di turno, che non ha disposto l’autopsia e ha dato il nulla osta alla restituzione della salma alla famiglia.
Luciano lascia la moglie Maria Morelli e tre figli, Sandro Susanna e Angelo. Era un imprenditore molto conosciuto, soprattutto a Montaione, dove nel 1971 aveva fondato l’azienda di confezioni Italconf con sede in via Poggio alla Terra. Una ditta specializzata nella realizzazione di abbigliamento da lavoro (in Italia e all’estero), e che in passato è stata licenziataria ufficiale anche di società di calcio del calibro di Inter e Fiorentina. Luciano Viti è rimasto al timone dell’azienda fino al 2011, quando aveva deciso di cederla al figlio Sandro, oggi amministratore della società montaionese, per godersi la pensione. Anche se la passione lo portava spesso nello stabilimento di via Poggio della Terra, per salutare il figlio e i sette dipendenti della sua “creatura”.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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