Sicurezza
Il balletto di Terreni tiene in ostaggio il Pd
Il vincitore delle primarie di Montelupo rinnega la rinuncia a candidarsi, ormai il partito è nel caos
MONTELUPO. Mancano due mesi alle elezioni e il Pd non ha un candidato sindaco. Ma non solo. Il partito è ormai ostaggio dei capricci del vincitore delle primarie, strumento di partecipazione trasformato in un boomerang. Perché nella giornata di ieri è accaduto quello che appena poche ore prima sembrava inverosimile. Simone Terreni è nuovamente tornato sui suoi passi: è pronto a correre alle amministrative. Tutto questo dopo che aveva deciso, misteriosamente, di farsi da parte. L’aveva detto al suo comitato, aveva cercato di spiegarlo al segretario di Federazione Enrico Sostegni, che si era impegnato nella difficile operazione di passare il testimone da Terreni a Tizzanini. Cercando di mettere una pietra sopra alle polemiche e ai ricorsi per le presunte irregolarità nel seggio di Fibbiana. In fin dei conti, l’imprenditore l’ha spuntata sul vicesindaco per 34 voti (su tremila votanti). Il “titolare” della candidatura è lui. Ma se non se la dovesse sentire, e il partito dovesse virare su Tizzanini, il “tradimento” della volontà popolare sarebbe relativo. È quanto devono aver pensato anche i vertici del partito. Che intanto avevano anche annullato l’assemblea comunale prevista per ieri sera: perché Terreni sembrava fuorigioco e i tempi per “convincere” i suoi tifosi a saltare la barricata erano troppo stretti. Ma poi, nella giornata di ieri, è arrivato l’ennesimo, incredibile (e per certi versi inconcepibile), colpo di scena: Terreni ha manifestato la volontà di restare in sella.
Tutto ciò che l’aveva spinto a mollare (i motivi restano al momento oscuri), evidentemente si è volatilizzato. E, per certi versi, la situazione si fa ancora più delicata. Perché il partito non può andare contro l’esito delle primarie, ma allo stesso tempo è consapevole che questa vicenda sicuramente ha intaccato la credibilità di Terreni, a meno che il diretto interessato non fornisca una “lettura” dell’intera vicenda che sfugge ai cittadini.
Non resta che attendere: la giornata di oggi potrebbe essere decisiva. E intanto sulla vittoria di Terreni non pende più neanche il ricorso alla commissione regionale di garanzia del Pd della Toscana: coloro (quattro sostenitori di Giacomo Tizzanini) che l’avevano presentato, l’hanno ritirato nella giornata di ieri. (f.t.)
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