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Raddoppiano quelli in casa con i genitori

Raddoppiano quelli in casa con i genitori

Sono gli under 30 checon la crisi hanno ancora più difficoltà a farsi la loro strada. I risultati di uno studio

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MONTELUPO. Come vivono i giovani oggi, quali prospettive di lavoro hanno, quali sono le loro idee sulla famiglia: a questi quesiti ha cercato di rispondere l’indagine dell’istituto Toniolo, dell’Università Cattolica di Milano che ha pubblicato in un libro dal titolo “La condizione giovanile in Italia”, presentato al Comune di Montelupo su iniziativa dell’assessore Paolo Marcucci. Che ha dichiarato: «Una cifra che mi ha colpito nel rapporto è quella relativa al numero di giovani che oggi vivono a casa dei propri genitori: sono aumentati della metà rispetto agli anni scorsi. Dobbiamo preoccuparci del fatto che con stipendi bassi, quali spesso i giovani percepiscono, non si riesce a metter su una propria famiglia».

Paolo Guiddi, curatore del rapporto, ha illustrato i dati relativi allo studio relativo a l campione di 9000 giovani under 30. Il docente ha così offerto un altro contributo indicativo: «Bisogna dire che c’è una disponibilità maggiore ad adattarsi, anche per un lavoro meno qualificante, da parte dei giovani di oggi rispetto a quelli della generazione precedente. Di fatto però più del 70% del campione da noi considerato, giovani tra i 24 e i 30 anni, è rientrato a vivere nelle famiglie di origine. Il problema è che non si mette i giovani al centro della società, li releghiamo ad una condizione di non avere delle reali possibilità di realizzarsi nella vita».

Il dirigente scolastico Silvano Salvadori ha replicato: «E’ giusto mettere i giovani al centro, ma nella scuola si avverte il protezionismo, a volte esasperato, delle famiglie verso i ragazzi. Capita sempre più spesso che davanti all’istituzione, alla scuola, i genitori prendano troppo spesso o incondizionatamente le parti del figlio, più che offrire la propria spalla alla scuola con la quale i ragazzi passano la maggior parte del tempo». Poi Salvadori ha offerto il suo contributo al dibattito sul lavoro parlando dei progetti scolastici in favore dell’inserimento al lavoro dei ragazzi di IV superiore: «Quest’anno le scuole superiori hanno fornito dei ragazzi alla Sesa in un progetto scuola–lavoro. Di solito l’esperienza che fa un ragazzo in un’azienda, che scegliamo in base alle caratteristiche e le attitudini dello studente, dura due settimane durante le quali si può fare un’idea di come funzionano le cose nel mondo del lavoro». E se a livello locale il Comune di Montelupo ha visto una crescita demografica giovanile aumentare proporzionalmente rispetto al passato, il campione nazionale considerato dallo studio “Rapporto giovani” pubblicato sul sito www.rapportogiovani.it evidenzia che i giovani non si rassegnano e mettono in piedi strategie per affrontare la crisi del lavoro .

Antonio Lanza

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