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Frana la strada, famiglie in allarme per le loro case

Frana la strada, famiglie in allarme per le loro case

I problemi sono aumentati dopo l’ultima piena del fiume Arno avvenuta a fine gennaio. Si muovono le colonne dei cancelli e i marciapiedi

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CERRETO GUIDI. Una località in allarme alle porte di Bassa: il terreno si muove e ad essere interessate sono strada e abitazioni. Siamo a Giannini tra la provinciale che dirama poi verso il capoluogo ed il fiume Arno. «Le case ci sono sempre state - spiega Sergio Sani - e nessuno ha mai segnalato problemi di stabilità». Da qualche tempo tuttavia la situazione è cambiata radicalmente e si vede ad occhio nudo: sulla vecchia via provinciale, adesso senza uscita, il manto stradale è precipitato evidenziando un dislivello di oltre cinquanta centimetri. «Da un anno e mezzo - conferma Margherita Sani - più volte siamo stati in Comune a Cerreto Guidi per far presente la cosa. Abbiamo anche inviato una mail al presidente della Regione Enrico Rossi che ci ha risposto e ci ha indicato il responsabile provinciale a cui rivolgerci per questo tipo di problema».

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Dalla Provincia sono arrivati quindi un ingegnere e operai che hanno ripulito il vecchio troncone di strada provinciale ed hanno monitorato la situazione. «E' venuto anche il sindaco Carlo Tempesti - prosegue Margherita insieme a Carmine Rullo - che in qualità di responsabile della protezione civile ci ha detto che non corriamo rischi». Impossibile tuttavia stare tranquilli in una situazione del genere in cui, come testimoniano i diretti interessati, c'è un cipresso alto sei metri che rischia di cadere sulla strada. «Si è piegato nel giro di una settimana ed è qui da sempre - commentano - Questo è solo uno dei tanti dettagli che ci fanno capire come il terreno si stia muovendo velocemente. Ad esempio il cancello di casa: ogni settimana dobbiamo ritoccarlo perché si è mosso di nuovo e prima non era mai successo». La loro posizione è chiara: nessuna di queste famiglie ha intenzione di lasciare la propria abitazione, vorrebbero soltanto tornare a dormire con serenità. La situazione è cambiata radicalmente dopo l'ultima piena dell'Arno, alla fine di gennaio. «Per due volte sono saltate le tubazioni dell'acqua -sottolineano - mentre una volta è saltata quella del gas: il cantiere è ancora aperto».

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