Big del Pd scende in campo a sostegno di Damasco Morelli
Colpo di scena: l’ex assessore e parlamentare Graziano Cioni torna a Empoli e spiega: «Nei momenti difficili non contano le ideologie ma le persone»
EMPOLI. Una campagna elettorale come pochi se la sarebbero aspettata a dimostrazione che anche la politica e i partiti sono diventati liquidi e frammentati. Anche a Empoli. Gli schemi tradizionali sono in divenire, le liste civiche prendono campo. E i colpi di scena non mancano. Uno è andato in scena ieri con la dichiarazione di appoggio a Damasco Morelli di una personalità forte del Pd che, fino a pochi anni fa, è stato protagonista della politica fiorentina e regionale. Graziano Cioni, originario di Pontorme, è tornato a Empoli e ha spiegato i motivi del suo appoggio a questa lista trasversale. Accanto a lui Mario Mancini, empolese, che ha lavorato per Steve Job e nel campo delle tecnologie per i media digitali.
Una discesa in campo, quella di Graziano Cioni, che fa scalpore. Perché l’ex assessore di Firenze ed ex parlamentare, campione di preferenze fino all’era Renzi, ha sentito il bisogno di tornare nella sua città, di farsi parte attiva in una competizione elettorale dopo un periodo di silenzio in attesa della conclusione delle vicende giudiziarie (sempre a Firenze) che lo hanno interessato e che si sono concluse con la sua assoluzione “perché il fatto non sussiste”. E ha deciso di schierarsi non con il candidato del suo partito (a cui però darà il suo sostegno alle europee) ma con uno schieramento dove ci sono anche pezzi di Pdl. «Il programma di Morelli - ha detto Cioni iscritto al Pd fino all’anno scorso - è interessante perché gli ultimi dieci anni di amministrazione sono stati negativi». E continua: «Le primarie sono state un flop - va avanti - e non mi è piaciuto il chiamarsi fuori dei due candidati del Pd rispetto a quanto fatto dalla giunta Cappelli. Non si può dire che le responsabilità delle macerie sono del sindaco quando si è stati assessore, capogruppo della maggioranza o ancora segretario della federazione. Si diventa poco credibili».
Poi è andato alla questione su cui si anima la discussione rispetto a questo originalissima esperimento che unisce la destra con la sinistra. «Nel 1977 fui inviato dal mio partito, all’epoca il Pci , in Friuli per il terremoto. Quando arrivai di comunisti ne trovai pochi. Ma dopo tre mesi ero coordinatore del comitato per la ricostruzione. Questo per dire che quando ci sono i momenti difficili contano le persone e chi ama la propria città». «In piccolo - dice - la lista di Damasco Morelli ha fatto come Matteo Renzi» che Cioni ha sostenuto e che continua a sostenere «eccetto che per le liste bloccate». «Il premier - continua - è al governo con Alfano e per scrivere le riforme ha chiamato Berlusconi». «Morelli - spiega - chiama le persone che si sono dette disponibili a lasciare indietro le loro ideologie. Perché una città si governa facendo attenzione ai bisogni dei cittadini ». «Sostengo Morelli - ha spiegato Mancini - perché il suo progetto è inclusivo e si basa sulle idee». Dello stesso parer anche Franco Bagnoli, anche lui con un passato da assessore Pci.
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