Il Tirreno

Empoli

Cancellati 54 consiglieri e si risparmia 20mila euro

di Marco Pagli
Cancellati 54 consiglieri e si risparmia 20mila euro

La sforbiciata è pari a un quarto dei rappresentanti del circondario. Nessun ritocco per le giunte. Ma Delrio vuole un taglio meno pesante

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EMPOLI. La politica, in quanto arte del compromesso, è anche il regno del “se”. Tuttavia, quello che pende sulla sorte dei consigli comunali per le prossime elezioni amministrative non è un “se” qualsiasi. La questione riguarda il taglio dei consiglieri (e contestualmente degli assessori) che andrà a regime con la tornata di maggio prossimo. Se rimarranno così le cose, infatti, negli 11 comuni del circondario la sforbiciata interesserà ben 54 posti su un totale che attualmente è di 214. In sostanza, si tratta di un quarto dei consiglieri in meno per arrivare ad una soglia di 160. Il taglio colpisce in maniera più drastica i comuni più piccoli, ma avrà ripercussioni anche sui maggiori. Discorso diverso riguarda le giunte: nella zona, infatti, in molti comuni i consiglieri sono già stati ridotti e quindi la riduzione avrebbe conseguenza meno evidenti. L'interrogativo, a cui accennavamo sopra, riguarda un provvedimento – quello studiato e presentato dall'attuale segretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, nel dicembre scorso – che giace ancora nelle aule parlamentari senza ancora essere stato discusso e che se approvato porrebbe dei tetti meno stringenti alla composizione degli organi istituzionali dei comuni.

Se venisse approvato nelle prossime settimane – eventualità poco gettonata secondo gli addetti ai lavori – il taglio sarebbe meno pesante, soprattutto per le tre amministrazioni più piccole: Capraia e Limite, Gambassi e Montaione.

Ma andiamo con ordine. La Finanziaria del 2010 per prima aveva introdotto, a partire dal 2011, la riduzione del numero di consiglieri e assessori comunali, fissando l'asticella a quota 20% per quasi tutte le tipologie e le dimensioni. In sostanza, nei comuni con popolazione compresa tra 3mila e 10mila abitanti si passava da 16 a 12 consiglieri e gli assessori da 6 a 4, in quelli tra 10mila e 30mila da 20 a 16 consiglieri e da 7 a 5 assessori, mentre sopra i 30mila abitanti (per quanto interessa l'Empolese Valdelsa) da 30 a 24 consiglieri e da 10 a 7 assessori. Tuttavia, due anni più tardi l'allora governo Monti decise di modificare la legge e di ridurre ulteriormente i posti, in particolare per i comuni più piccoli. Il nuovo impianto prevedeva l'ulteriore riduzione a 7 consiglieri e 3 assessori nei comuni tra 3mila e 5mila abitanti (Gambassi e Montaione), mentre in quelli tra 5mila e 10mila (Capraia e Limite) a 10 consiglieri e 4 assessori. Mentre invariata rimaneva la situazione nei territori più grandi. Come detto, in vista delle amministrative di quest'anno, sembrava essere arrivata una retromarcia alla fine dello scorso anno, per mano dell'allora ministro Delrio: tornavano a 10 i consiglieri e 4 gli assessori nei piccolissimi e a 12 i consiglieri tra 5mila e 10mila abitanti. Questa revisione avrebbe dovuto essere ratificata dal Parlamento nel giro di poche settimane, ma così non è andata. E adesso porre rimedio sembra difficile. La stangata per i comuni minori, infatti, è di quelle che rischiano di pregiudicare la rappresentanza democratica negli enti locali. Dura, infatti, riuscire a prendere decisioni con una maggioranza di 4 consiglieri su 7 per un'intera legislatura (dalla successiva potrebbe anche avvenire la fusione tra Gambassi e Montaione). D'altronde, i sostenitori della spending review diranno che il taglio delle poltrone è il modo migliore per ridurre la spesa pubblica. Tuttavia, calcolando una media per il gettone di presenza di 25 euro lordi e una quindicina di consigli comunali l'anno, i 54 consiglieri in meno produrranno nel circondario un minore esborso di 20mila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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