Ricerca, pelle e fantasia ora scarpe e borse s’illuminano nel buio
Le concerie della zona conquistano la scena a suon di novità Sul trasloco a Milano: «Anticipo di data non più rinviabile»
FUCECCHIO. "Why do not you speak?", “perché non parli!”, ha esclamato un buyer italoamericano, parafrasando il grande Michelangelo di fronte al capolavoro del Mosè in marmo. Si riferiva però al pellame per la primavera estate 2015, esposto a Lineapelle a Bologna, nello stand della conceria Pellegrini Group, titolare Roberto con il figlio Alberto. L’articolo è “Glows in the dark”, ovvero “S’illumina nel buio”. E il cliente ha messo le mani chiuse a coppa sul pellame, che appena oscurato s’è colorato di rossastro. «E’ frutto di una ricerca che oltre alla conciatura si deve anche a un’azienda di prodotti chimici all’avanguardia – raccontano i Pellegrini -. L’innovazione è applicata ai mezzi vitelli. La concia è al cromo, ma con prodotti consentiti dal regolamento Reach, sempre più restrittivo per la salute del consumatore». Il prezzo? «E’ un po’ superiore, dovuto al costo della ricerca, anziché 40 euro al metroquadro, 42. Ma li vale: la calzatura, o la borsetta, nel buio si noteranno ancor di più».
Il Ponte. Aria di festa alla conceria Il Ponte, di Ponte a Cappiano. Curzio Squarcini è diventato nonno. «Mia figlia Martina ha telefonato tutte le mattine, appena accudito il neonato Cosimo. Mi sono dimenticato le preoccupazioni del pellame grezzo, che la Russia monopolizza aumentando il prezzo. Si è intrattenuto nello stand anche il gruppo di dirigente della Bcc Cambiano, che ha sede in piazza Montanelli. Osservazione calzante: «Bel colpo d’occhio in fiera, notevole anche per le tonalità coloratissime, gli stand sembrano boutique, c’è fermento perché si sente parlare d’affari in tutte le lingue. In giro, più fiducia che lamentele».
Nuova Osba. Una particolarità è che al timone della conceria c’è Maila Famiglietti, che viene dal calzaturificio Harris di Fucecchio. Unico esempio di commistione funzionante tra chi produce il pellame e chi lo lavora. La manager aggiunge, insieme al tecnico Federico Caroti: «Siamo al servizio di coloro che cercano sempre il nuovo. Cosicché un abrasivato classico per calzatura tipo inglese da spazzolare ed invecchiare, anziché rifinirlo con cere colorate accostabili tono su tono, lo abbiamo trattato con cera mescolata con metalli. Anche argento, per un colpo d’occhio simil specchio: però non è una lamina bensì una rifinizione con la quale abbiamo aperto un nuovo percorso».
Alba. Alla conceria calligiana, due fratelli, di terza generazione, in prima linea. Che al pellame aggiungono ciascuno qualcosa in più: Filippo Banti la sicurezza, e Federico Banti il gusto. «La sicurezza di consegne nei tempi giusti, la garanzia del prezzo, la tempestività a fronte delle esigenze del cliente, la continuità di proposte sempre più avanti nella tendenza moda». «Il gusto è l’attenzione al pellame in tutte le espressioni, e quel che proponiamo di nuovo è sempre frutto di ricerca con competenza. Qualcosa che viene molto apprezzato, e che è possibile copiare… dopo. Ma intanto noi saremo già ulteriormente avanti».
Alaska. L’azienda è a Ponte a Egola, ma il titolare Beppino Banti abita a Fucecchio. A contatto con i clienti c’è anche il figlio Lorenzo. La specialità della casa sono gli abrasivati, ma la novità è il pellame metal free ecologico. «Addirittura con pochi sintetici, quasi niente – raccontano -. Un prodotto naturale, che si chiama “Terra”, in quanto quando la borsa o le scarpe passano di moda, possono essere smaltite senza danni all’ambiente. E’ già stato richiesto anche per l’arredamento, ma allora occorrono pelli molto grandi. C’è anche la versione “Morganato”, che è il nome della terra lavorata, e nel nostro caso significa con una leggera grana, dovuta al passaggio finale nel bottale a secco».
Rinaldi. Mauro Campigli ha puntato su vitellini morbidi, lucidi, colorati, di alta qualità. «Una fiera abbastanza positiva - ha commentato - anche per la conceria Yankee».
Zabri. Giovani imprenditori crescono. Alla conceria di Ponte a Cappiano, molto impegnati Marco e Samuele Brillanti, figli d’arte (il babbo è Mario). «Le pelli hanno colore perché la stagione è quella della primavera estate 2015. Ci sono anche novità fantasia, come il cappellino scamosciato; o abbinamenti con calzature leggere e dalle suole basse».
Dallas. Cristiano e Giovanni Catastini hanno messo, tra l’altro, un dito nella piaga: «C’è la concorrenza con la fiera calzaturiera di Dusseldorf, in Germania. E poi con l’Euro a 1,38 sul Dollaro, il nostro più grande mercato ne soffre, quello a stelle e strisce, e di conseguenza non dà quanto potremmo aspettarci».
Certaldese. Il progetto workshop e speciali ha avuto il supporto “creative leather” di questa azienda del settore componenti per calzature, pelletteria, abbigliamento e arredamento.
Gruppo Biokimica. La specialità è – anche – la sosta per uno spuntino, e per le ultime novità del pellame di tendenza, catalogate in volumi che sembrano l’enciclopedia Treccani del conciato con innovazione chimica. «Spunti da approfondire poi in azienda, su appuntamenti riservati», ha fatto gli onori di casa Marcella Peruzzi, anche a nome del presidente Massimo Baldini, invitando il vescovo Fausto Tardelli già in visita agli stand, e intervenuto anche alla premiazione del concorso tra le scuole “Amici per la pelle”, cui hanno partecipato un migliaio di giovani. «L'incontro mi ha dato la possibilità di esprimere la mia vicinanza alle principali realtà produttive del territorio – ha dichiarato il presule di San Miniato -. Una debita riconoscenza alle imprese che con la loro creatività, l'innovazione e la passione, danno lavoro a tanta gente. Con l'invito a non demordere di fronte alle difficoltà, perché il lavoro, e il lavoro dignitoso è un bene indispensabile per l'uomo».
Co.Ri.Pel. Dell’andamento della kermesse è contento Mauro Capaccioli, azienda in zona Samo, che punta «sul classico e sulla qualità, i vitellini per le griffe». Ma ha anche un cruccio, e lo esterna al sindaco Claudio Toni: «La data di questa fiera è in ritardo, i brand hanno già da tempo il campionario per l’estivo 2015. Da tre anni lo andiamo ripetendo, ora non possiamo più aspettare. Di qui la decisione di Unic (Unione nazionale industria conciaria) di trasferire Lineapelle a Milano, fin dal prossimo settembre. L’anticipo della data era non più rimandabile». Il sindaco Toni completa il consuntivo di Lineapelle definendo «inconcepibile che un’esigenza tanto importante per l’area pelle mondiale non sia stata presa in considerazione da Bologna Fiere, fino a farsi sfuggire il business».
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