Sicurezza
Primarie, Spinelli-Melani prove tecniche di disgelo
Le polemiche hanno lasciato il segno. Il vincitore: «Non può dettare legge» La sconfitta: «Non voglio una poltrona, ma il mio 42% deve pesare»
FUCECCHIO. Prove tecniche – o per meglio dire, politiche – di disgelo, all’indomani del ballottaggio che ha visto prevalere Alessio Spinelli su Silvia Melani, col primo diventato ufficialmente il candidato sindaco del Pd. I due, che in questi mesi si sono battuti strenuamente in vista delle primarie ora dovranno giocoforza trovare in un nuovo equilibrio per coesistere entrambi nel "nuovo" Pd fucecchiese. E se Spinelli ha innegabilmente vinto, quel 41.71 % di voti andati alla Melani rappresenteranno un terreno di incontro/scontro fra i due, perché la consigliera provinciale ha precisato che «la partita non è finita, questo risultato va tradotto a livello di rappresentanza territoriale». Spinelli, da parte sua, invita Melani a confrontarsi con la parte che ha vinto queste primarie, precisando che «se vuol dare una mano ben venga, certamente non potrà dettare legge». Una situazione abbastanza ingarbugliata, nella quale l'assessore dovrà trovare il modo di ricucire gli strappi che si sono creati nel Pd nella corsa alle primarie, visto che la stessa Melani ha sempre sostenuto di non essere stata appoggiata da nessun dirigente o consigliere del Pd a livello locale.
Cosa farà, quindi, la "sconfitta" Melani? « Non chiedo poltrone per me - ha sottolineato - io correvo per fare il sindaco e ciò ora mi è precluso. D'altra parte, però, quel quasi 42% va tradotto in rappresentanza politica. Io non ritiro le mie truppe, i cittadini che mi hanno scelto dovranno trovare una giusta rappresentanza». Niente assessorato, insomma. E quindi? Cosa succederà da domani? «Ho chiesto un incontro al candidato sindaco e al segretario del partito per confrontarci sul futuro. Io sono nel Pd, questa è la mia casa, considero improponibile qualsiasi altra opzione, perché vorrebbe dire che il Pd locale non ha compreso l'importanza del dato numerico, di quel 42%, prendendosi una responsabilità a dir poco enorme». La consigliera esclude pertanto una lista civica a suo sostegno, con la volontà ferrea di rimanere nel Pd.
Da Spinelli, invece, arriva un quadro quantomeno diverso: «Ci incontreremo, però ora c'è bisogno del sostegno di tutto il Pd, Melani compresa. E' finito il periodo delle lotte. Almeno al momento non penso - continua Spinelli - ad offrire un posto in giunta alla mia avversaria, prima c'è da fare la lista dei consiglieri. Così come non penso - conclude - di trovarmi Melani come avversaria alle amministrative, vorrebbe dire che ha deciso di non rispettare le regole che lei stessa ha sottoscritto all'inizio di questa competizione». Domani è un altro giorno, il giorno in cui Spinelli e Melani dovranno mettersi allo stesso tavolo e discutere del futuro del partito al quale sono iscritti e in nome del quale hanno chiesto il voto dei fucecchiesi. Al momento il clima fra i due sembra ancora freddo. Col tempo si capirà se ci sarà il disgelo o se si arriverà ad un bivio che potrebbe essere elettoralmente "sanguinoso" per il partito che, nonostante sia indubbiamente favorito per le amministrative, la vittoria dovrà conquistarla sul campo, o meglio, alle urne.
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