Sicurezza
L’Albor si sposta, nasce un comitato
I residenti temono l’impatto del nuovo stabilimento: «No ai silos vicino alle nostre abitazioni»
GAMBASSI. L'Albor, storica azienda di cornici di Gambassi Terme dal 1962, si prepara a un trasferimento nella parte bassa della frazione di Badia a Cerreto, non distante dalla centrale elettrica. Cambia così la storica sede di via Mazzini. Un trasferimento che potrà garantire continuità ad una azienda che nel 2012 palesò alcune difficoltà lavorative con la messa in mobilità di 23 lavoratori su 48 e nel 2013 pianse la scomparsa del suo storico socio fondatore, Renzo Mezzetti.
L'attuale sede in via Mazzini farà spazio a una area residenziale e l'azienda potrà così completare l'investimento in parte già realizzato nella parte bassa della frazione Badia a Cerreto. Lo spostamento in locali più ampi e rinnovati è al centro però dell'attenzione del comitato dei cittadini di Badia a Cerreto, frazione di Gambassi Terme che ospita la storica attività. Il comitato si è costituito di recente e fa riferimento a una delibera del consiglio comunale di Gambassi Terme, dove si prevede la conversione di volumi industriali in residenziali. Con una lettera al sindaco, Federico Campatelli, i residenti hanno sottolineato l’importanza di cinque situazioni rispetto allo spostamento dell’aziernda.
Si chiede di evitare l'ampliamento verticale dei volumi per non peggiorare o impedire la visuale panoramica, garantire che strutture ipotetiche come i silos, aspiratori o impianti inquinanti (di tipo chimico e acustico) vengano realizzati sul retro dell'attuale magazzino e quindi lontano dalle abitazioni.
Il comitato inoltre rilancia e chiede marciapiedi pedonali, ultimazione dei parcheggi e messa in sicurezza della strada: tutto ciò nell'ottica di un possibile incremento del transito di tir. Il comitato ha incontrato a febbraio il sindaco Campatelli e il geometra comunale Ramerini, assieme ad alcuni residenti: lo scopo è quello di essere messi a conoscenza dei progetti relativi allo spostamento aziendale.
Giacomo Bertelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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