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Empoli

Scattano centinaia di controlli con il nuovo redditometro

Scattano centinaia di controlli con il nuovo redditometro

I Comuni dell’Empolese Valdelsa e l’Agenzia delle entrate impegnati nell’esame delle dichiarazioni dei redditi a partire dal 2009

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EMPOLI. L’ultimo ostacolo sulla pista che porterà al lancio del nuovo redditometro è stato superato. Il nuovo strumento di lotta all’evasione, dopo essere passato dalla ghigliottina della privacy, sarà finalmente inaugurato in queste settimane con qualche modifica rispetto all’impianto iniziale. A breve, quindi, partiranno i controlli: inizialmente nell’Empolese Valdelsa si parla di centinaia di accertamenti che prenderanno in esame le dichiarazioni dei redditi del 2009 (quelle cioè presentate l’anno successivo). L’attività dell’Agenzia delle Entrate, che sarà coadiuvata dagli stessi uffici comunali, si allargherà poi agli anni successivi.

Il nuovo redditometro, in fase di collaudo ormai da anni, sembrava sul punto di essere lanciato già alla fine della scorsa estate. Spese certe da una parte (che sono già in mano al Fisco) e dati ricostruiti attraverso un procedimento induttivo (sulla base delle medie di spesa determinate dall’Istat) erano i due pilastri portanti di uno strumento che aveva sollevato diverse polemiche. E proprio alcune di queste hanno portato il garante della privacy ad intervenire e a chiedere alcune modifiche. L’Agenzia diretta da Attilio Befera in questi giorni ha inviato la circolare che recepisce tali richieste e dà finalmente il via libera al redditometro. Per stanare evasori e furbetti le Entrate non potranno più contare sulla seconda colonna a cui facevamo riferimento sopra, cioè quelle spese medie ricavate dai dati Istat in base a famiglie e zone geografiche tipo. Ma potranno utilizzare sia in fase di accertamento che di contradditorio solo quelle uscite certe e certificate. Non saranno prese in considerazione, insomma, le spese per abbigliamento, alimentari, viaggi o beni mobili, come inizialmente previsto. Ma non finisce qui, i vincoli riguardano anche le presunzioni induttive sul cosiddetto “fitto figurativo”. In sostanza, la spesa attribuita al contribuente che non risulta in possesso di un immobile a titolo di proprietà o di affitto non viene presa in considerazione nella fase di selezione.

Altra questione riguarda l’allineamento tra “nucleo fiscale” e “famiglia anagrafica”. Il primo (costituito da contribuente e coniuge oltre che dai figli e/o dagli altri familiari fiscalmente a carico) e la seconda (comprendente anche figli maggiorenni e altri familiari conviventi, nonché i conviventi di fatto, non fiscalmente a carico) possono non coincidere. Di conseguenza per evitare che vengano selezionati contribuenti per i quali emerge uno scostamento individuale che potrebbe invece trovare giustificazione nel reddito complessivo dichiarato dalla famiglia, i tecnici del Fisco accerterà la reale situazione della stessa grazie attingendo agli archivi delle varie anagrafi comunali. Novità a parte, rimane l’impegno dei Comuni a collaborare con l’Agenzia delle Entrate per stanare sacche di evasione che in molti casi vanificano gli sforzi fatti dagli amministratori per armonizzare tasse e tariffe sulla base del principio di equità. «Il primo compito – conferma Giulio Mangani, sindaco di Montespertoli e delegato a bilanci e tributi dell’Unione – è garantire la fedeltà fiscale ed una equa redistribuzione delle risorse in nostro possesso. Se le agevolazioni, infatti, hanno sempre meno copertura è ancora più necessario che gli assegnatari siano in effettive condizioni di bisogno«. Grazie a strumenti come Tosca e all’accesso a documentazioni come le dichiarazioni Isee, le amministrazioni sono in grado di segnalare eventuali incongruenze, coadiuvando così l’attività dell’Agenzia.

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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