Sicurezza
L’ex “compagno” Morelli si candida e rottama simboli, ideologie e partiti
L’ingegnere 55enne, assessore nella giunta Rossi, guida una lista civica alle amministrative di Empoli «Noi con lo spirito della Costituente. Il Pd non interpreta il cambiamento. Barnini? Rinnega se stessa»
EMPOLI. «Lasciate i simboli nel cassetto, insieme all’appartenenza politica e alle ideologia. E schieratevi con noi. “Ora si cambia” Empoli». E Damasco Morelli è il primo a dare l’esempio. Lui che ha un passato di amministratore comunista e che fino a due anni fa aveva in tasca la tesse del Pd, volta pagina e rilancia. Lo fa mettendosi alla guida di una lista civica, che porta il suo nome, con la quale correrà alle amministrative di maggio per diventare sindaco di Empoli. Una scommessa trasversale, ma non delle “larghe intese”. Il confine è sottile, ma c’è: «Piuttosto vedo una similitudine con la Costituente: mettiamoci tutti insieme per ripartire. Rifiutiamo le etichette: la mia proposta, il mio progetto è promosso da me e alcuni cittadini di Empoli che hanno a cuore esclusivamente gli interessi della città». E tra questi, infatti, ci sono esponenti di sinistra, che usciranno allo scoperto nelle prossime ore, e di centrodestra, a cominciare dal consigliere regionale Nicola Nascosti e da Alessandro Borgherini.
Morelli, 55 anni, cresciuto politicamente nel movimento studentesco come segretario della Federazione Giovanile Comunista, è stato presidente di Publiser e oggi è dirigente di Acque Ingegnerie srl e presidente del Consorzio Grint per le nanotecnologie. Mastica politica da una vita, conosce bene le dinamiche amministrative e non stima Brenda Barnini: «La mia candidatura e il mio programma non rinnegano una storia di buona amministrazione, di onestà, di servizi, di sviluppo equilibrato della città, di attenzione al disagio sociale. Empoli ha avuto personalità politiche e amministratori che si sono adoperati per il bene della città e hanno lasciato un segno. Negli ultimi anni, però, l'esperienza amministrativa si è stancamente trascinata su binari noti e morti, non ha saputo rinnovarsi, incapace di interpretare le trasformazioni profonde, di dare risposte ai nuovi bisogni della gente. La mia candidatura parte dalla consapevolezza di questo fallimento. La candidata Pd, che ha svolto un ruolo determinante per le scelte di governo della città, rinnega la propria esperienza amministrativa, se ne vergogna, se ne chiama fuori: nessuna autocritica. Si inventa innovatrice senza passato ma soprattutto senza credibilità. Il flop delle primarie, solo a Empoli, ci dice che i nostri concittadini sono stanchi, non credono più a promesse e enunciazioni che contraddicono gli effetti di scelte o "non scelte" appena compiute».
Morelli critica senza mezzi termini l’Unione e scommette sul “Comune unico” «mediante la progressiva e scansionata associazione di tutti gli uffici comunali e del relativo personale superando l'attuale stallo che ha visto i servizi associati sostanzialmente lasciare la situazione inalterata, se non peggiorata, per cittadini e imprese. Così potremmo riorganizzare una macchina amministrativa efficiente e liberare risorse, per tenere basse le tasse e rilanciare lo sviluppo economico, puntando su manifattura, agricoltura e turismo».
Ma gli amministratori devono prima di tutto iniziare a pensare come un comune unico ma policentrico: «Sento parlare di costruire un teatro a Empoli, ma nel circondario c’è già: è quello di Castello. Dove non ha senso per esempio realizzare l’istituto agrario, che invece va fatto a Empoli, perché è centrale per tutti». E a proposito di Empoli: «È l’emblema di come il Pd non ha saputo interpretare i cambiamenti». E ce n’è anche per Torrigiani: «Più che una città senza periferie, rischiamo di avere una città senza centro. La scelta di trasferire i servizi al Centro Coop è sbagliata e basta. Il Comune si deve riappropriare della responsabilità politica di scelte troppo a lungo delegate ad altri enti o lasciate ai tecnici e deve valorizzare il saper fare e le competenze del terzo settore (no profit) e dell'associazionismo assistenziale, ricreativo, culturale e sportivo. Il comune deve programmare, indirizzare e controllare cercando di creare le migliori condizioni perché i cittadini possono perseguire i propri interessi».
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