Sicurezza
I primi cittadini degli anni 90 dicono addio a Lilio Bagnoli
EMPOLI. Empoli piange uno dei suoi nonni più cari. Ovvero Lilio Bagnoli, morto a 91 anni dopo una vita spesa nel lavoro e nell’impegno sociale. Per anni, infatti, Bagnoli è stato quello che a Empoli...
EMPOLI. Empoli piange uno dei suoi nonni più cari. Ovvero Lilio Bagnoli, morto a 91 anni dopo una vita spesa nel lavoro e nell’impegno sociale. Per anni, infatti, Bagnoli è stato quello che a Empoli si chiamava «signor vetraio», per il prestigio sociale e la sicurezza che questo tipo di occupazione dava. Un lavoro duro, a contatto con il fuoco, che Bagnoli aveva cominciato a svolgere da giovanissimo, a soli 13 anni, quando arrivava dalla Dogana, frazione di Castelfiorentino, in sella alla bici per andare alla Taddei. E che ha continuato a svolgere anche quando ha prima dato vita alla cooperativa Cive, nella frazione di Ponzano, poi ne è diventato anche presidente. Uno di quei presidenti, sia chiaro, che non ha il bonus aziendale ma che deve spaccarsi la schiena come e più degli altri.
E Bagnoli, che lo aveva fatto anche alla Genovali di Pisa, a Pescia e persino a Milano, non mi è mai tirato indietro. Come quando c’era da dare una mano a livello sociale. Oltre a fondare la Cive, infatti, insieme ad altri uomini di buona volontà, la Polisportiva Coop, sopra il supermercato di via Veronese, che per anni è stata un punto di riferimento assoluto per svolgere attività in città: dal calcio a pattinaggio passando per il ciclismo e tante altre discipline. Un uomo che ha dato, insomma. E che ha ricevuto l’ultimo abbraccio da parenti (la moglie Amneris, i figli Rolando e Silvia, la nipote Giulia e il fratello Libero) e amici. Tra i quali, tanto per spiegare la levatura del personaggio, addirittura due ex sindaci di Empoli: Varis Rossi, che lo ha commemorato con un toccante intervento, e Vittorio Bugli, che di Lilio Bagnoli era stato “dipendente” proprio alla Cive.
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