Il Tirreno

Empoli

Etruria, chiesto il giudizio per otto

di Matteo Leoni
Etruria, chiesto il giudizio per otto

Per la Procura hanno contribuito al dissesto finanziario che ha portato al crac del Consorzio

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FIRENZE. L’inchiesta penale sul crac del Consorzio Etruria di Montelupo Fiorentino è arrivata a una delle sua fasi cruciali. La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per otto persone, accusate a vario titolo di aver contribuito al dissesto finanziario che ha portato il colosso dell’edilizia al concordato preventivo il 29 giugno 2011. Al termine delle indagini gli indagati erano complessivamente 23. Per 15 di loro il gip ha disposto l’archiviazione. Tra gli indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio, gli ex presidenti Armando Vanni e Luigi Minischetti, oltre ai vertici del consiglio di amministrazione. I reati contestati sono, a vario titolo, bancarotta per distrazione e operazione imprudente e falso in bilancio. Contestato anche un caso di truffa. In particolare, tra le operazioni azzardate che hanno contribuito a svuotare i conti del Consorzio, l’acquisto di alcune società della Btp. Inoltre, gli inquirenti hanno accertato due distrazioni di somme: una da 1,5 milioni di euro, nell’ambito di un’operazione di compravendita di azioni del Banco di Lucca; l’altra da 850mila euro, per una consulenza in realtà mai realizzata. Tra le operazioni imprudenti venute a galla nel corso delle indagini, l’acquisto a prezzo gonfiato della spa Coestra, che ha causato al consorzio una perdita di 22 milioni di euro. Fu acquistata per 39 milioni di euro in un momento un cui, secondo le stime fatte eseguite dalla procura fiorentina, valeva meno della metà di questa cifra da capogiro. Per quanto riguarda l’acquisizione di alcune società della Btp, l’acquisto della Stif, stando a quanto accertato dai magistrati, ha provocato una perdita di quasi 16 milioni di euro, mentre quello della Euralfa una perdita di 4 milioni. Senza parlare dei giochi contabili messi in atto dai dirigenti del Consorzio per mascherare le perdite sulle commesse. Tra i bilanci falsificati, quello relativi ai lavori per la realizzazione a Firenze della linea della tramvia che collega il centro a Scandicci. Poi la costruzione dell’Ippodromo dei Pini a Follonica. Le perdite venivano sapientemente mascherate, in modo da consentire la normale gestione dell’impresa nonostante il pessimo stato dei conti, che una volta reso noto avrebbe fatto scattare l’obbligo di ricapitalizzazione o di scioglimento a causa delle perdite. Il declino del colosso dell’edilizia di Montelupo cominciò a venire a galla nel 2010, quando improvvisamente comparve nei bilanci un buco di oltre cento milioni di euro, facendo finire le vicende del Consorzio Etruria sotto la lente d’ingrandimento dei militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Firenze. Perquisizioni, interrogatori, acquisizioni di documentazione contabile, e relazioni tecniche hanno fatto finire 23 persone nel registro degli indagati. E ora per otto di loro si profila il processo. Nel corso dell’inchiesta, qualcuno degli indagati chiese di poter essere sentito dai pm. Molti si difesero dicendo di non avere un ruolo decisionale nel cda.

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