Attenzione
Ricorso in bilico, oggi Capecchi decide
Per un voto sfuma il ballottaggio. E il comitato vorrebbe chiarezza per due preferenze senza firma
CERTALDO. Esito finale delle primarie del Pd di Certaldo, si aspetta la mossa di Federigo Capecchi per mettere la parola fine a una burrascosa votazione. Il vincitore, Giacomo Cucini ha ottenuto 818 voti, il 50,6%: numeri che gli consentono di evitare il ballottaggio con Capecchi. Per un voto di differenza. Ma la presenza di due voti senza la relativa firma nel registro alla saletta di via 2 Giugno ha scatenato le polemiche che hanno portato a tre conteggi delle schede fino alle 2 di notte prima di avere l'esito finale. E la certificazione della vittoria dell’attuale assessore.
L'anomalia legata all'assenza di queste firme ha così richiamato il comitato dei garanti e i presidenti di tutti i seggi alla revisione totale del voto che è andata avanti dalle 21.45 fino alle 2 della notte. Resta da capire cosa farà Federigo Capecchi, se annuncerà ricorso, oppure getterà la spugna, accettando la decisione del Cop (Comitato organizzazione primarie) certaldese. E se queste firme latenti nei registri spostassero gli equilibri magari a favore dello stesso Capecchi? Potrebbero aprirsi le porte del ballottaggio. Dalla segreteria del Pd certaldese ufficialmente nessun commento. Ma le anime del partito si agitano. Per esempio Enzo Migliorini, uno dei più critici sugli ultimi passaggi che hanno portato alla sfida tra tre candidati, spiega che «sarebbe importante togliere qualsiasi ombra su queste due firme che mancano e il ballottaggio si dovrebbe comunque fare». Insomma sarebbe doveroso.
Ma, a tarda sera, il ricorso nell’ambito del comitato che sostiene Capecchi, sembrava perdere quota. Oggi ci sarà la decisione ufficiale da parte dell’attuale consigliere provinciale.
Ma anche in questo caso bidogna dire che le primarie non hanno funzionato. Il partito si è dilaniato nel percorso delle candidature con l’intervento del segretario Yuri Furiesi perché il numero era troppo elevato. E la partecipazione alla fine è stata abbastanza scarsa.
Ora, se non ci sarà ricorso, il Pd si troverà ad affrontare la lista civica di Fabio Mangani (presidente nazionale Prociv), quella dell’ex assessore Carlo Iozzi. E poi l’incognita dello schieramento di centrodestra. Che da tutta questa frammentazione potrebbe trarne vantaggio.
Giacomo Bertelli
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