Sicurezza
Ricerche inutili del caporale Vezzi
Per Natale Mazzantini necessario l'intervento di un prefetto
FUCECCHIO. L'impiegato scrisse, con calligrafia passabile, l'elenco delle salme dei soldati morti al Fronte, arrivate fino a quel momento. Annotò se i documenti erano completi o no. Ma dimenticò d'indicare la data (si presume intorno al 1925). Poi mise da parte la pratica, consapevole che era soltanto l'inizio. L'elenco non segue l'ordine alfabetico, forse quello d'arrivo. S'apre con Galliano Cianetti di Giuseppe. Poi: Livio Brotini, Giovanni Mariotti, Lorenzo Benvenuti, Giovanni Lotti, Mario Banti, Alberto Catastini, Ruggero Palamidessi, Alfredo Mazzantini, Corrado Francalanci, Giuseppe Comparini, Olinto Vezzi, Eugenio Ciurli, Giuseppe Manzi, Natale Mazzantini, Lampredino Lampredi, Francesco Taddei, Romolo Tesi, Ovidio Falorni, Giovanni Sani. Di alcuni, dati per dispersi, i familiari non seppero niente. A lungo. Emblematica la vicenda del caporale Olinto Vezzi. Ferito in un combattimento, il 2 novembre 1915, nel luglio del 1916, dopo ricerche inutili, il sindaco scrive, fra l'altro, al ministro della Guerra: «Ed è pur doloroso che la di lui famiglia, dal decorso novembre, non abbia più alcuna notizia del figlio stesso, e non sa se deve piangerlo vivo o morto». Per il trasporto di Natale Mazzantini, invece, è stato necessario un decreto del prefetto di Ravenna, il quale ha imposto una cassa speciale, ben chiusa, anche se è morto di una malattia non infettiva, contratta al Fronte. In pratica, le condizioni precarie della trincea gli hanno compromesso la pleura (empiema). Il decreto è, addirittura, del 2 novembre 1924.
Riccardo Cardellicchio
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