Il Tirreno

Empoli

Empolese Valdelsa una terra prediletta da Ufo e fantasmi

di Luciano Gianfranceschi

Nel 1949 il primo strano avvistamento a Sant’Ansano Rumori e voci da brividi nel Palazzo del Gattino a Fucecchio

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FUCECCHIO. «Era una domenica pomeriggio, verso la fine degli anni Settanta. Con la mia fidanzata in auto eravamo andati ad appartarci in campagna a Pieve a Ripoli. Poi ascoltavamo alla radio dell'auto i risultati delle partite di calcio, quando improvvisamente dal cielo, in direzione San Miniato-Fucecchio apparve un disco volante, che avanzava silenziosamente. E, strano davvero, quando fu vicino a noi, la radio smise di funzionare: come se l'Ufo avesse assorbito tutta l'energia. Ebbi paura di possibili conseguenze fisiche per noi, anche perché l'oggetto volante stazionava. I droni, ancora non esistevano. Più in là c'era un'altra auto parcheggiata. Fui tentato dall'andare a domandargli se anche a loro stava accadendo qualcosa del genere, ma la mia ragazza mi sconsigliò: il rischio era di passare per guardone, con una scusa inverosimile. La radio non trasmetteva più, nemmeno a cambiare canale: eppure non è suggestionabile, come invece le persone. D'un tratto il disco volante schizzò via, e di colpo tornò "Tutto il calcio minuto per minuto". Misi in moto l'auto e abbandonammo la zona, ma poi m'è rimasto il dubbio se l'auto si sarebbe avviata, quando l'Ufo era sopra di noi», ha rievocato, ora meno impressionato, l'orefice che adesso è nonno. All'epoca documentai l'accaduto al "Giornale dei Misteri", una rivista specializzata, che collaborava con la Sezione Ufologica Fiorentina per la catalogazione dei fenomeni.

Non esisteva invece la possibilità di segnalare l'accaduto all'Aeronautica Militare: quella che la settimana scorsa ha pubblicato gli avvistamenti strani in Toscana, facendo felici gli ufologi finalmente ritenuti non più visionari. Anche se una spiegazione non l'hanno trovata nemmeno i piloti più esperti. Che questa zona costituisca un'autostrada del cielo, una direttrice di volo, per gli Ufo? Il Centro Ufologico Nazionale, sede a Roma, ha pubblicato su Internet gli avvistamenti insoliti dall'anno 1949 al 2008. La più antica è del 25 aprile 1949 a Sant'Ansano di Vinci, orario imprecisato. Il 14 ottobre 1954 a Empoli, ore 18-18,30 circa. Il 6 agosto 1972 a Cerreto Guidi alle ore 23,10. Il 21 marzo 1975 alle 22,10 a Vinci. Il 18 aprile 1977 a La Querce (Fucecchio) alle 22. Il 13 dicembre 1978 alle 6,30, e il 2 gennaio 1979 alle 22, entrambe a Fucecchio. In maggio, o giugno (mese non precisato) 1999 a Castelfiorentino. Il 27 gennaio 2000 alle 14 sulla direttrice Empoli-Cerreto Guidi. Nel marzo 2007, giorno imprecisato e anche l'ora (di notte) da San Miniato (verso Fucecchio).

A Fucecchio, inoltre, ci sono anche i fantasmi: nel cosiddetto Palazzo del Gattino (Palazzo Della Volta), il più antico della città, sede della Nobile contrada Sant'Andrea e della Fondazione Indro Montanelli. Ma che negli anni Settanta stava andando in rovina. Lo adocchiarono, per rimetterlo in sesto, molti volontari rossoverdi. Avuta la concessione del Comune, si misero all'opera. Ma durante quell'impegno sovrumano - sono stati portati via oltre 200 camion di macerie - chi ci lavorava ebbe in più di un'occasione tanta paura.

Racconta il contradaiolo Icchio. «C'era il fantasma Trombetta. Lo chiamavamo così perché mentre Antero Pagliaro stava stuccando il soffitto al primo piano, sentì un suono stridente, come di trombetta, che gli raggelò il sangue. La sera dopo il fenomeno si ripeté, e allora disse che avrebbe lavorato solo in altre stanze. Quella strana trombetta la sentirono anche altri, ma sempre da soli. Quando ci ripenso non dormo la notte neanche ora. Si sentivano voci dal basso, dal profondo dove c'è un trabocchetto, che facevano venire i brividi. Si udivano colpi, in stanze dove non stava nessuno. C'erano come oscure presenze, che non volevano intrusi. Noi portavamo fuori le macerie, e avevamo l'impressione che loro le riportassero dentro: non si finiva mai. Terminato il loto disturbo, non si è più sentito niente». E per non farci mancare niente dell'occulto, c'è stato in quegli anni Settanta anche un circolo spiritico, nel quale un'entità a incorporazione parlava dall'aldilà - e faceva paura -, scriveva e disegnava non tramite l'esperta medium in catena, ma mediante un giovane sensitivo. Il quale non poteva fingere perché era in sofferta trance profonda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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