Sicurezza
Tutti i lunedì parte lo sciopero dei tabaccai
La mattina, dalle 9 alle 12, non venderanno sigarette per protestare contro la riduzione dei loro guadagni. A Empoli sono già una sessantina
EMPOLI. Niente sigarette dalle 9 alle 12 di ogni lunedì, ad oltranza. Anche i 58 tabaccai di Empoli e alcune decine del circondario aderiscono all’agitazione a livello nazionale della categoria che chiede a gran voce l'aumento dell'aggio percepito dalla vendita del pacchetto di sigarette. In un periodo in cui anche i produttori delle bionde puntano su prodotti low cost, lo Stato italiano mantiene invariato l'aggio al 10%.
«Di fatto - spiega Stefano Bianucci, titolare di una tabaccheria in via Carrucci e delegato della Federazione Italiana Tabaccai di Empoli- i ricavi per noi sono sempre minori. Vendiamo soprattutto tipi di sigarette con prezzi ribassati ma l'aggio resta lo stesso. I tabaccai di Empoli stanno aderendo all'agitazione, la scelta è libera ma mi aspetto una grande partecipazione a questa protesta. Non chiuderemo le nostre attività, ma non venderemo le sigarette per tre ore al mattino fino a che non si smuoverà qualcosa».L’Italia è una delle poche realtà dove l’aggio è fissato per legge.
Mentre in altri paesi la quota per i rivenditori è il frutto di una negoziazione tra il produttore e il tabaccaio, che differisce quindi da una marca all’altra. In Italia il prezzo finale di vendita al pubblico di un prodotto del tabacco risulta dalla somma di più componenti. Oltre alle accise che incassa lo Stato (58,5%), si aggiunge l’Iva pari al 22%, e, appunto, l'aggio del tabaccaio nella misura fissa del 10% del prezzo. Una tassazione complessiva del 76,5% del prezzo finale.
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