Sicurezza
Rivolta delle associazioni «Ko per la tassa sui rifiuti»
Le realtà del volontariato riunite nel “Progetto ambiente” lanciano l’ultimatum «I prossimi sindaci del circondario dovranno intervenire subito, o rischiamo di sparire»
EMPOLI. Le associazioni di volontariato del territorio dicono basta alla Tares (che ora sarà sostituita dalla Tasi). Un grido di allarme lanciato in coro e rivolto ai futuri, nuovi sindaci dei comuni del Circondario. Ieri mattina i rappresentanti di Arci, Auser, Comitato Avane, Legambiente, Re.So, Slowfood e Lilliput, hanno presentato il "Progetto Ambiente".
Un patto per la sostenibilità ambientale studiato dopo un anno e mezzo di incontri che sarà sottoposto ai futuri amministratori dell'Empolese Valdelsa per essere valutato e discusso. Una serie di riflessioni su temi e sensibilità che accomunano le associazioni di volontariato e sui quali aprire un dibattito. A partire dal tema della tassa sui rifiuti. «Il sistema "porta a porta" è sicuramente una buona idea - ha spiegato il portavoce del Progetto Ambiente, Fabio Barsottini - ci ha permesso di adempiere alla normativa nazionale raggiungendo una percentuale elevata di raccolta differenziata in tutto il territorio. Impossibile però negare che questa bella novità è stata rovinata dalla Tares che sta creando effetti negativi in tutto l'apparato produttivo. L'errore più grande per noi è far pagare la tassa sui rifiuti anche alle associazioni che non hanno fini di lucro. La Tares ci sta mettendo in ginocchio». Duro il commento di Viorica Guerri dell'Arci. «I nostri circoli del territorio promuovono la socialità a costo zero e rischiano di chiudere per le bollette esorbitanti della spazzatura. I sindaci che saranno eletti il prossimo 25 maggio dovranno intervenire sulla questione, o rischiamo di sparire. Le associazioni di volontariato, considerando anche l'importanza sociale che rivestono, non possono essere paragonate ai privati e a chi produce profitto». Il Progetto Ambiente tocca molti temi. Sul lavoro, per esempio, le associazioni invitano nel documento gli enti locali a supportare le varie innovazioni che sul territorio potrebbero emergere e creare condizioni per far lavorare i giovani. Sui servizi si parla anche dell'acqua. «Con il referendum 2011 - spiega Barsottini - i cittadini hanno abrogato la legge che prevedeva la remunerazione del capitale investito chiedendo che la gestione del servizio restasse pubblica. Ma non ci sono stati passi avanti e le amministrazioni dovranno rispettare la volontà dei cittadini». Sul tema della mobilità invece nel documento si invitano le amministrazioni a prendere in considerazione l'ipotesi di inserire nuovi servizi al cittadino, come per esempio il bike sharing. Caldo anche il tema sulla tutela del territorio. «Da tempo ci rendiamo conto delle conseguenze causate da una pianificazione superficiale e dallo sfruttamento dei terreni - spiega ancora Barsottini - chiediamo ai sindaci di prendere coraggio e intervenire riqualificando e risando gli edifici esistenti, definire nuovi criteri per le costruzioni ex novo a impatto zero. Serve un piano strutturale d'area basato sul concetto di tutela del territorio e sostenibilità ambientale». Il documento è articolato e si chiude con uno sguardo all'Europa. «L'Europa crede che le amministrazioni locali svolgano per prime un ruolo determinante nella notta ai cambiamenti climatici - chiosa Barontini - e nella salvaguardia del territorio. Siamo contenti che nostri i comuni abbiano aderito al Patto dei Sindaci che impegna per esempio le amministrazioni a ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2020».
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