Sicurezza
Ora anche l’abitazione si compra con il “leasing”
In aumento nell’Empolese Valdelsa i contratti di locazione con data di riscatto se l’inquilino compra, l’affitto pagato negli anni viene considerato un anticipo
EMPOLI. Potrebbe essere lanciata come una novità assoluta dal governo, alle prese con il cosiddetto Piano casa. Ma nell’Empolese Valdelsa la locazione con riscatto o per dirla all’inglese “rent to buy” è già una realtà. Giovane, certo, e ancora non ampiamente diffuso, ma comunque un fenomeno che sta coinvolgendo sempre più proprietari e famiglie, specialmente giovani, in cerca di un’abitazione. In sostanza, la formula che sta attirando l’interesse di molti aspiranti acquirenti assomiglia molto ad un contratto di leasing, come ad esempio quello utilizzato da anni per le auto. Ma in questo caso in ballo non c’è un semplice – per quanto costoso – bene mobile, bensì la casa. Di vantaggi ce ne sono per entrambe le parti e basta dare un’occhiata sui portali di annunci immobiliari nei comune dell’area per rendersi conto di come nel circondario l’opzione del riscatto rientri sempre più spesso nelle offerte.
«Consideriamo il “rent to buy” come una soluzione positiva in grado di rilanciare in parte un mercato in difficoltà – spiegano dall’Associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari (Aspi) di Empoli – nell’ultimo anno tale pratica, in effetti, nella nostra zona ha avuto un notevole riscontro. Sono aumentate le compravendite tramite questa tipologia e soprattutto sono cresciuti gli interessamenti: molti ci chiedono informazioni e l’offerta si sta ampliando». D’altronde la formula calza a pennello nella situazione attuale, nella quale da una parte i mutui sono sempre più difficili da ottenere e comunque con condizioni meno favorevoli rispetto al passato e dall’altra il volume delle compravendite ha subito un calo drastico negli ultimi anni. Una sorta di guerra di trincea in cui su un versante niente si muove per mancanza di risorse e sull’altro si è costretti all’immobilismo per scarsità di acquirenti. Ebbene, la locazione è una via di mezzo tra l’affitto e la compravendita e perciò si inserisce bene tra le esigenze delle due parti. Funziona così: viene stipulato un contratto (tramite una scrittura privata, dal momento che la formula non è ancora disciplinata dalla legge) di affitto che però lascia la porta aperta ad un passaggio di proprietà dopo un lasso di tempo stabilito. L’inquilino, infatti, pagherà un canone di locazione che verrà conteggiato come acconto in vista dell’acquisto per il periodo stabilito. Quando il termine scadrà potrà decidere se saldare il conto fissato direttamente nell’iniziale contratto di affitto e comprare l’abitazione oppure no. Una via d’uscita per le giovani coppie su cui gli istituti di credito non vogliono investire e che in questo modo possono trovare casa dilazionando il pagamento senza l’assillo di un mutuo che non riescono ad avere. Un mutuo che può essere chiesto e ottenuto, invece, qualche anno dopo per un importo minore e con spese di tenuta molto minori, al momento del saldo. D’altra parte il riscatto permette ai proprietari di non tenere vuote le loro abitazioni e di avere un potenziale acquirente qualche anno dopo. Nella maggior parte dei casi il contratto si risolve positivamente dal momento che chi entra è chiamato a sostenere un canone mensile un po’ più alto rispetto ai prezzi di mercato (si calcola una volta e mezzo la locazione di mercato e con un rapporto canone/reddito documentabile non superiore al 33%). Per l’acquirente comunque, in un momento di valori delle case ribassati a causa della crisi, la soluzione può rivelarsi conveniente perché il prezzo viene congelato al momento della stipula del contratto e mette al riparo da un eventuale rialzo delle stime negli anni successivi.
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