Italia
«Lavoro per i giovani con il patto tra aziende e la regia dei sindaci»
Apice è leader nelle tecnologie per identificare le persone Il dg Liuni: «Le eccellenze ci sono, dobbiamo unire le forze»
EMPOLI. La mente è a Empoli e nel suo settore è un leader a livello nazionale, anche se nel curriculum di Apice Srl non mancano lavori importanti per l’estero. L’azienda, nata in città nel 1990 con sede in via Gian Battista Vico, rappresenta la seconda tappa del nostro viaggio “Gli imprenditori si raccontano”, in collaborazione con Cna. Imprenditori che investono e si rinnovano contro la crisi, a partire dal nostro territorio. E, nel caso di Apice, che puntano sulla qualità dei propri prodotti.
«La sfida oggi si vince proprio qui, sulla qualità – spiega l’amministratore delegato dal 2007 Luca Liuni, quarant’anni, ingegnere elettronico e direttore generale di un’altra azienda leader del territorio come Elmas – nel nostro processo produttivo collaboriamo anche con altre imprese, rigorosamente made in Italy e non di rado toscane. Puntiamo spesso anche su una sorta di filiera corta. Il costo in Italia del lavoro è molto più alto che in altri paesi, produrre da noi costa di più. L’unico modo per farcela è rispondere con la qualità. I nostri prodotti hanno una garanzia d’efficienza molto alta, costano di più ma durano anche di più». Apice si occupa di controllo accessi e building automation (automazione degli edifici). Realizza tutte quelle tecnologie per l’identificazione delle persone, come può essere per esempio una carta magnetica, un transponder o un sistema molto più complesso di porte controllate da computer. Progetta e realizza anche impianti per il controllo della climatizzazione, dell’illuminazione e di altri dispositivi tecnologici, fornendo una soluzione di automazione globale in strutture come scuole, uffici, alberghi e non solo. In 24 anni è diventata un leader in Italia.
«I nostri impianti si trovano ovunque – spiega Liuni – a partire dall’Empolese Valdelsa in aziende e alberghi, in Toscana dall’aeroporto di Pisa all’Università di Firenze, dal Cnr all’ospedale di Cisanello. Abbiamo realizzato installazioni in tante strutture italiane, circa 60 sono gli alberghi che hanno istallato i nostri sistemi, ma non ci siamo fermati qui e il nostro processo di internazionalizzazione è in corso».
Nel 2011 dopo due anni e mezzo di progettazione, Apice ha realizzato in collaborazione con la multinazionale Thales, 250 varchi di accesso alla metropolitana di Istanbul. Barriere di accesso in entrata e uscita che parlano anche un po’ empolese. In Belgio, per esempio, in collaborazione con l’ufficio italiano di una multinazionale, ha messo il suo nome sul sistema di automazione di un grande complesso di uffici pubblici.
Ad Apice lavorano oggi venti persone, molti giovani under 30, la metà ingegneri. L’azienda ha studiato e usa un protocollo standard nel settore dell’automazione degli edifici. Qui tutto è curato nei minimi dettagli. Internamente all’azienda ci sono vari reparti collegati, dalla ricerca e sviluppo al reparto qualità, dalla produzione al commerciale e all’assistenza tecnica. Si studiano le richieste del mercato, si pensa l’oggetto, si progetta, si produce. «Spesso ci appoggiamo a terzisti di settore per velocizzare la fase produttiva – spiega Liuni – oggi diventa importante avere dei partner in un mercato che ha richieste sempre più celeri. Però la base operativa, la mente, resta a Empoli. Puntare sulla qualità è ciò che ci ha permesso di emergere sempre di più negli anni. I nostri prodotti sono studiati per durare a lungo con una percentuale di difettosità molto bassa. Questo fa la differenza e ci fa apprezzare sul mercato». Luca Liuni è un imprenditore che crede molto anche nella collaborazione tra imprese e istituzioni e in primis tiene a sottolineare come Apice collabori con le Università di Firenze e Pisa per dare ai giovani laureati un’opportunità lavorativa, così come con Asev tanto che un suo dipendente è arrivato in azienda grazie ai corsi di formazione dell’agenzia empolese. «Fare rete è di primaria importanza – conclude Liuni – prestando attenzione alle eccellenze che ci sono sul territorio. Come ho già spiegato nell’incontro di gennaio con Cna, serve un confronto anche coi futuri sindaci del circondario per il rilancio dell’area Empolese Valdelsa. Spesso si nota una mancanza di organicità e di una visione di insieme nella definizione delle strategie e dei progetti che si portano avanti. Le eccellenze, che qui sono tante, si devono unire, condividere le proprie esperienze. Se ci nascondiamo, è la fine. Unendo le forze risparmieremo anche dei soldi e magari daremo anche più lavoro ai nostri giovani».
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