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Prima donano il sangue poi vanno a scuola

Prima donano il sangue poi vanno a scuola

Iniziativa di un gruppo di studenti del Checchi: «Una bella emozione, torneremo presto»

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FUCECCHIO. La donazione di sangue, si sa, è una forma lodevole di altruismo, in special modo quando a compierla sono dei ragazzi che probabilmente non si sono mai posti questo problema: succede, per fortuna, che dei giovani studenti decidano che una mattina qualunque di un giorno qualunque sia venuto il momento di aiutare il prossimo, scegliendo di recarsi in gruppo a donare il sangue (ed il plasma). Questa è la storia di nove studenti del Professionale di Viale Gramsci (classe quinte), che si sono recati di buon mattino al Centro trasfusionale del San Pietro Igneo e hanno donato chi il sangue e chi il plasma, per la gioia delle infermiere presenti, stupite e felici per la novità. A raccontarci la mattinata "diversa" è uno di loro, il fucecchiese Giuseppe Seminara: «Dopo aver parlato con i rappresentanti di Aido e Fratres - ricorda - ed esserci informati su ciò che queste associazioni fanno, abbiamo deciso di andare a donare il sangue, perché ci sembrava giusto aiutare il prossimo. E' stata una prima volta per tutti noi - continua - eravamo emozionati e le stesse infermiere lo erano, non sono abituate ad avere questa gioventù talvolta scatenata a far loro compagnia (ride ndc)». I ragazzi, oltretutto, hanno preso l'impegno di andare a donare il plasma ogni mese e il sangue ogni 90 giorni (i maschi) e ogni 180 giorni (le femmine), per dare un seguito nel tempo a questo gesto di solidarietà. Anche perché – sottolinea Seminara – «che me ne faccio io di quel sangue, fra poco ne avrò di nuovo, mentre ora questa sacca potrebbe servire ad un bambino o ad una persona bisognosa. E' stato bello, utile ed importante». I ragazzi in questione (Giuseppe Seminara, Chiara Scozzari, Davide Pecoraro, Claudio Dahri, Diesh Sharma, Sergio Pjanic, Martina Baragatti, Ambra Muzhaqi e Ruljana Shima) vengono da paesi e tradizioni differenti ma si sono uniti ancor di più in nome dell'amore per il prossimo, poiché la donazione di sangue non ha bandiera e ad averne bisogno potrebbe essere chiunque, da un parente ad un perfetto sconosciuto. Il sangue è vita e non ce n'è mai abbastanza. Pertanto, in conclusione, ben vengano i gesti come quello dei ragazzi del Checchi.

Marco Sabia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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