Il Tirreno

Empoli

Barnini e Torrigiani uniti contro l’attuale giunta

di Francesco Turchi
Barnini e Torrigiani uniti contro l’attuale giunta

Il secondo round fra i candidati del Pd fra diversità e punti di vista in comune Lei: «Io ero solo un consigliere comunale». Lui: «Chi doveva decidere dormiva»

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EMPOLI. «Io ho fatto parte dell’amministrazione comunale uscente? Sono un consigliere comunale, le decisioni vengono prese in giunta: è un po’ come andare al ristorante e guardare gli altri mangiare». Così Brenda Barnini prende ancora una volta le distanze dalla giunta-Cappelli, lanciando un’altra stoccata al suo avversario Filippo Torrigiani, ex assessore. Che non rinnega il suo passato e a sua volta sottolinea: «In tante occasioni l’amministrazione è stata sacrificata da un dibattito politico troppo aspro. Comunque potremmo farci un dibattito sulle cose che potevano andare diversamente». Ma lui poi si è dimesso e «talvolta chi doveva prendere le decisione si è addormentato: penso alla viabilità. E ora paghiamo decisioni non prese, cose non fatte. O delle quali addirittura non si parla più, come le fognature: con le ultime piogge anche qui ci sono state fuoriuscite di liquami». Non c’è stato il colpo di scena, lo scontro diretto (anche perché pure stavolta il pubblico poteva soltanto ascoltare), come invece era accaduto nel primo confronto. Ma nel secondo round, al circolo Arci di Fontanella, i due candidati alle primarie del Pd per sindaco di Empoli non se le sono comunque mandate a dire.

E, in particolare l’ex segretario del Partito dell’Empolese Valdelsa affonda più volte il colpo sulla giunta Cappelli: «Per avere un circondario forte, il primo cittadino di Empoli deve fare il capo-squadra: il sindaco attuale non l’ha fatto».

E ancora: «Questa amministrazione ha avuto difficoltà a mantenere rapporti frequenti costanti, alla pari, coi cittadini, E poi ci sono state altre scelte che io avrei fatto in altro modo. Dove non c'è partecipazione, trasparenza e voglia di stare in mezzo alla gente non si porta a casa il risultato positivo». Ma a proposito di cose non fatte, anche Torrigiani ha i suoi sassolini. Da scagliare contro l’Unione: «Le gestioni associate vengono premiate: liberano risorse dal patto di stabilità. Serve per esempio un ufficio lavori pubblici a livello di area: doveva essere già realtà. Un conto è fare una gara di appalto da un milione di euro, un altro è farla da 10-15 o 20 milioni. Fin qui serviva un passo diverso». Entrambi criticano gli “ovi” della pista ciclabile: «Però – puntualizza Torrigiani – in questa città ogni giorno transitano 150-180mila veicoli. Ci sono 70 auto ogni 100 abitanti. L’empolese deve rinunciare a qualcosa, altrimenti si fanno solo chiacchiere». E fa una proposta concreta: «Subito un sovrappasso nel polo scolastico: altrimenti via Sanzio, con 8mila studenti ogni giorno, diventa un caos». I punti di vista in comune ci sono, ma i due candidati sono molto diversi e non perdono occasione per sottolinearlo: «Io vengo dal popolo – sottolinea orgoglioso Torrigiani –a 17 anni ho smesso di studiare per aiutare la famiglia. Poi, quando ho potuto, mi sono diplomato. Conosco la città, la realtà di Empoli, credo di poter dare qualcosa in più rispetto a quando facevo l'assessore». Lei guarda oltre: «Da dove veniamo serve per capire quali valori portiamo addosso, ma quando ci si candida per fare il sindaco bisogna anche farlo con la consapevolezza di dove vogliamo andare tutti insieme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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